La “moda” delle vacanze gratis in Molise: idea efficace, ma è l’ultimo stadio

Petrella Tifernina (Cb) attraverso una web-cam

Le buone idee vanno copiate. Non c’è dubbio. E non c’è nulla di male. E quella di San Giovanni in Galdo, provincia di Campobasso, è stata indubbiamente una felice trovata per un paese in forte calo demografico, passato dagli oltre duemila residenti degli anni Cinquanta agli attuali cinquecento: offrire in omaggio ad un po’ di turisti il soggiorno nel proprio paese, pur di rianimare l’economia locale. Il progetto, ideato e promosso dalla locale associazione “Amici del Morrutto” congiuntamente con l’amministrazione comunale, ha indubbiamente acceso l’attenzione sul borgo collinare ad una decina di chilometri da Campobasso. E sta avendo successo, con centinaia di richieste da tutta Italia.

L’iniziativa, denominata “Regalati il Molise”, sta piacendo, tanto che altri due comuni molisani stanno replicando il modello. A Filignano, provincia di Isernia, a due passi da Venafro, è un hotel ad offrire le proprie camere. Ed ora si aggiunge Petrella Tifernina con “Petrella Case-Vacanze”, progetto promosso dall’amministrazione comunale che offre un piccolo contributo ai cittadini che metteranno a disposizione le proprie abitazioni ai turisti che sceglieranno il piccolo borgo molisano come meta per le proprie vacanze, a partire dal 1 agosto e fino al 13 settembre 2020.

L’idea delle vacanze a costo zero, sfruttando tra l’altro un patrimonio edilizio decisamente eccedente il numero dei residenti praticamente in tutto il Molise, è efficace. Probabilmente, per muovere la promozione e l’ospitalità turistica nella regione, vale più dei tanti bandi a pioggia e dei tanti sforzi mossi dall’amministrazione regionale negli ultimi anni. Tra l’altro a favore dei progetti gioca anche l’esigenza dettata dall’emergenza Covid di optare per un turismo di prossimità, decisamente italiano e con preferenza per territori poco colpiti dalla pandemia. Tra cui, almeno per l’impatto numerico, il Molise.

“L’iniziativa intende far leva su un trend attualissimo, quello del turismo di prossimità, caratterizzato da itinerari brevi e rinnovato spirito di appartenenza, alla scoperta di luoghi sconosciuti, spesso snobbati dagli stessi italiani – ha evidenziato il sindaco Alessandro Amoroso ad un giornale locale. “L’obiettivo è estendere la conoscenza di questo territorio a quanti non abbiano mai avuto la possibilità di farlo, attraverso un’esperienza di ospitalità ‘semplice’ – continua il primo cittadino. “Vivere la vita del borgo, riassaporare i ritmi lenti di una quotidianità perduta, godere appieno delle bellezze naturali e architettoniche della nostra regione, assaporare il gusto della tradizione, sono gli elementi alla base di questa iniziativa che ha per protagonisti gli stessi abitanti di Petrella. Aprire le porte delle proprie case è un gesto tanto concreto quanto simbolico, che somma alla proverbiale ospitalità dei molisani il desiderio di non veder scomparire i propri borghi, la propria storia”.

Tutto bene, quindi. Queste iniziativa ricordano l’assaggio che il bottegaio riserva ai propri clienti per invogliarli a comprare un certo prodotto.

Non ci si può sottrarre, tuttavia, da una considerazione. Il Molise “regalato”, pur di calamitare turisti e utenza utile all’economia locale (la colazione al bar, gli acquisti di prodotti tipici, il passa-parola, tutte azioni conseguenti alla casa “gratis”), è l’ultimo stadio di inefficienza ed errori compiuti da generazioni di politici locali, incapaci di valorizzare questa regione innanzitutto da un punto di vista culturale, quello che le garantirebbe anche la migliore carta d’identità, l’utenza più qualificata e soprattutto quella dignità sepolta da decenni di dileggio. Le abitazioni “regalate” ai turisti equivalgono in fondo ad una sconfitta sociale: altrove la qualità si paga – e spesso a caro prezzo (vedi Toscana) – mentre da noi siamo costretti alla “svendita” pur di attirare qualche volenteroso. Per carità, operazione di marketing intelligente per un territorio in ginocchio, per paesi spesso sulla via di fatto dell’estinzione: ma non si può certo trarre un giudizio da questa operazione che rappresenta l’ennesimo “Sos”, per quanto lanciato con intelligenza, da una regione che non riesce a risollevarsi.

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