Libia, dopo le osservazioni di Mattarella, il governo si muova

Non restino inascoltati i rilievi del Capo dello Stato sui decreti sicurezza e le preoccupazioni sulla Libia. E’ necessario che il presidente le ribadisca nel discorso di fine anno e in un messaggio alle Camere. Non si può che condividere la richiesta dei Radicali italiani, a cui hanno già aderito diverse personalità sensibili al tema.

L’inerzia del governo sui diritti umani, messi in gioco dai decreti sicurezza e col memorandum Italia-Libia, non può andare oltre e non si può che condividere il pensiero espresso da Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani.

Quanto sottolineato da Mattarella sul ruolo centrale della solidarietà dell’Unione europea nella gestione della questione libica è fondamentale. Proprio a sostegno dei rilievi del Presidente, rivolti nei mesi scorsi al governo e al Parlamento a tutela dello Stato di diritto, è in corso una mobilitazione per spronare l’esecutivo ad agire, chiedendo al Capo dello Stato di richiamare i punti sollevati in occasione del discorso di fine anno e con un messaggio alle Camere.

Prosegue, infatti, la raccolta firme per l’appello rivolto al Presidente Sergio Mattarella da Radicali Italiani: una lettera aperta, con cui si chiede alla più alta carica dello Stato di richiamare le valutazioni già espresse sui “decreti sicurezza” e di evidenziare la necessità di tutelare i diritti inviolabili di ogni persona nel quadro degli accordi con la Libia nell’ambito del tradizionale discorso di fine anno e in un messaggio alle camere.

Tra i nomi noti che già hanno sottoscritto la lettera indirizzata al Presidente della Repubblica: Fulvio Abbate, Marianna Aprile, Pietro Bartolo, Marco Cappato, Alessandro Capriccioli, Gregorio De Falco, Alessandro Gilioli, Elena Grandi, Giulia Innocenzi, Lorenzo Lipparini, Riccardo Magi, Pierfrancesco Majorino, Totò Martello, Rossella Muroni, Moni Ovadia, Oliviero Toscani, Roberto Saviano, Cecilia Strada, Michele Usuelli, Nichi Vendola, Mina Welby, Edoardo Zanchini, così come i rappresentanti delle organizzazioni non governative Open Arms, Sea Watch, Mediterranea-Saving Humans.

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