Luana D’Orazio, una martire. Ma gli altri?

Per l’assurda morte di Luana D’Orazio c’è un altro indagato: è il marito della titolare dell’azienda tessile di Montemurlo (Prato) dove un mese fa è avvenuto l’incidente sul lavoro. Secondo quanto riportano gli organi d’informazione, l’uomo, Daniele Faggi, sarebbe accusato degli stessi reati contestati alla moglie, Luana Coppini e al tecnico manutentore Mario Cusimano, cioè omicidio colposo e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Luana D’Orazio è diventata, suo malgrado, un simbolo delle morti sul lavoro. Considerato che ogni giorni si verificano decide di incidenti e in media muoiono tre persone sul lavoro, perché il caso della D’Orazio continua ad occupare grandi spazi nei giornali rispetto ad altre tragedie non meno drammatiche? Massimo Giannini, direttore del quotidiano La Stampa, nel suo intervento nella puntata conclusiva della stagione di Che tempo che fa ha citato proprio la D’Orazio parlando delle cosiddette morti bianche.

C’è chi ritiene che la D’Orazio abbia colpito l’opinione pubblica più di altri casi per la sua giovane età. Noi proviamo ad avanzare un’ipotesi: la sua tragedia ne ha surclassate altre, in questo amara graduatoria di visibilità mediatica, perché il mito della bellezza femminile è duro a morire. E mentre si fanno sermoni per tanti esempi di maschilismo plateale, in questo caso nessuno ha detto niente. Eppure quotidianamente tanti giovani perdono la vita sul lavoro nel silenzio più totale.

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