Luca Nisco, il rider sannita “licenziato” a Bologna

“La saga dei riders non è finita”. Sono le dichiarazioni dell’avvocato Piergiovanni Alleva, legale di Luca Nisco, il rider di Benevento che ha strappato un biglietto inneggiante al duce e, secondo le sue accuse, ciò avrebbe determinato l’annullamento di tutti i turni di lavoro.

E’ successo a Bologna. Al centro del caso, una piattaforma specializzata nelle consegne di vino a domicilio. Il rider Luca Nisco accusa: “Per comportamenti scorretti i miei turni sono stati cancellati, poi la totale sospensione”. Dell’accaduto si è occupato anche il consiglio comunale.

“Un foglio di tipo apologetico fascista non doveva essere supportato – ha detto Alleva – quello dei rider, dopo la sentenza della cassazione, è diventato un rapporto di lavoro coordinato e continuativo, ma le piattaforme si limiterebbe a fare una mediazione, mettono in contatto il cliente e il rider”. 

“Il lavoratore non viene licenziato, ma sospeso, di fatto non ti chiamano più quindi sei licenziato – ha spiegato un sindacalista. 

L’azienda, da parte sua, ha fatto sapere che la decisione non ha carattere discriminatorio, non essendoci nessuna volontà di condividere il significato politico del messaggio da recapitare. La decisione, viceversa, sarebbe fondata sul fatto che le azioni del rider siano contrarie alle regole di protezione dei dati sensibili e dagli standard di servizio offerti ai clienti.

La questione ha però una forte valenza politica: la data di consegna di quel messaggio è il 25 aprile. Ogni ulteriore commento appare superfluo.

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