Male pandemico, coscienza religiosa e libertà morale

La pandemia ci ha messi di fronte allo scandalo del male e al dolore degli innocenti, provocando domande che riguardano tanto il senso metafisico – che ne è di Dio o di ciò per cui sta questo nome? – quanto la coscienza morale del singolo – come si tengono insieme responsabilità collettiva e libertà individuale?

L’e-book di Ilario Bertoletti, per rispondere a queste e altre domande, delinea una disincantata etica delle virtù sotto il titolo “Male pandemico, coscienza religiosa e libertà morale” (nella collana L’arca di Scholé, 4,99 €).

«È stato Schopenhauer, nei Supplementi Il mondo come volontà e rappresentazione, a individuare una declinazione al negativo della meraviglia – thaumazein – come tonalità emotiva dalla quale insorge la filosofia. Declinazione che egli individua nel dolore del mondo – un male, un’assenza di senso – che fa dell’uomo un animal metaphysicum: “In questa meraviglia sorge quindi il bisogno di una metafisica”. Un bisogno che è un inesausto domandare…», scrive Bertoletti in un’avvertenza all’inizio di queste nuove pagine. E aggiunge: «Un bisogno reso impellente dall’apparire di una figura inattesa di male, la pandemia causata dal Coronavirus. Una figura da analizzare attraverso i problemi che pone alla riflessione religiosa e morale: ha i tratti delle situazioni-limite, ove vengono meno le certezze dell’esperienza quotidiana e si stagliano aporie che richiedono un di più di pensiero»

Ilario Bertoletti è direttore editoriale di Morcelliana e Scholé, ha pubblicato: Metafisica del redattore (ETS, 2005; seconda edizione2013); Massimo Cacciari. Filosofia come ateismo (ETS, 2008); Paolo De Benedetti, Teologia del debito di Dio (Morcelliana, 2013); Idealtipi dell’ateismo. Saggio di filosofia della religione (ETS, 2015); Cattolicesimi italiani. Conservatore, liberale, democratico (Scholé, 2020). Ha curato la traduzione di scritti, tra gli altri, di Ricoeur, Aubenque, Adorno, Valadier, Lévinas. 

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