Mario Tanassi, il politico dello scandalo “Lockheed”


Mario Tanassi è stato più volte ministro. Era nato ad Ururi, provincia di Campobasso, il 17 marzo 1916 ed è morto a Roma il 5 maggio 2007. E’ rimasto celebre soprattutto per lo scandalo Lockheed per il quale, nel 1979, è stato condannato dalla Corte Costituzionale per corruzione.
Socialdemocratico, è stato co-segretario assieme a Francesco De Martino del Partito socialista unificato (Psu), quindi capogruppo del gruppo parlamentare del Partito socialista democratico italiano dal 1º gennaio al 17 novembre del 1966.
E’ stato ministro dell’Industria, commercio e artigianato tra il 1968 e il 1969, presidente Mariano Rumor.
E’ stato ministro della difesa nel secondo governo Rumor (del 1970), basato sull’alleanza tra Dc, Psi e Psdi.
Ancora ministro della Difesa nel 1972 e vicepresidente del Consiglio con il secondo governo Andreotti, sostenuto dalla coalizione Dc-Pli-Psdi ed ancora ministro della Difesa nel quarto governo Rumor (Dc-Pri-Psi-Psdi).
Nel giugno del 1975 è diventato segretario del Psdi al posto di Flavio Orlandi.
Poco tempo dopo è stato coinvolto nello scandalo Lockheed, compagnia aerea americana, insieme a Mariano Rumor e Luigi Gui.
Mario Tanassi è stato accusato di aver ricevuto una somma di denaro dalla società statunitense Lockheed Corporation per favorire l’acquisto di 14 aerei da trasporto Hercules C-130 da parte dell’Aeronautica Militare italiana.
Gli ufficiali dell’Aeronautica Militare che avevano valutato l’aereo lo avevano giudicato eccessivamente costoso e inadatto alla difesa.
La Lockheed aveva depositato in Italia, a favore dei destinatari di conti all’estero (Svizzera e Stati Uniti), circa 2.000.000 dollari, dei quali 50.000 dollari al deputato Tanassi, quale compenso per un aumento del prezzo della fornitura con lui concertato nel dicembre 1970, 78.000 dollari ad alcuni membri della squadra del precedente ministro Gui, i quali, passati al ministero del Tesoro, avrebbero dovuto correggere il contratto di vendita, mentre l’ingente ammontare residuo di più dell’85 per cento era stato destinato ai partiti dei due ministri della difesa succedutisi al governo in quel periodo.
Rinviato a giudizio nel 1977, come ministro è stato giudicato dalla Corte Costituzionale, che lo ha riconosciuto colpevole di corruzione, per atti contrari ai doveri d’ufficio e lo ha condannato a due anni e quattro mesi di reclusione.
Tanassi ha scontato quattro mesi di carcere, primo ex-ministro a finire in galera.
La decadenza dal seggio parlamentare, comminatagli direttamente dalla sentenza di condanna, è stata ratificata da un voto della Camera dei deputati tredici giorni dopo la pronuncia della Corte costituzionale. Ha perso così la segreteria socialdemocratica.
Nel 1979 si è dimesso dalla Camera dei deputati per incompatibilità.

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