Molise-Lombardia, il “gemellaggio” finisce sul Manifesto

“Se gli spostamenti fra regioni dovessero restare come ora ed essere ammessi solo fra chi ha lo stesso tasso di contagiosità, la prossima estate i Lombardi potranno andare soltanto in Umbria e Molise che, non avendo un aeroporto, non si sa come potrà essere raggiunto senza attraversare via terra Emilia Romagna, Marche e Abruzzo”.

Inizia così il pezzo di Mariangela Mianiti sul quotidiano il Manifesto. E racconta un’avventura personale quando è capitata per caso in Molise, dopo un incidente di macchina.

E racconta l’addentrarsi, con il compagno, nella valle del Biferno, fiume che Francesco Jovine descrive così nel suo Viaggio nel Molise: «Come tutti i fiumi montani il Biferno è insidioso, a fondo incerto, mobile, con volume di acque diverso secondo le stagioni, con magre e piene eccessive».

I due finiscono a Petrella Tifernina “dove ci sono le chiese di San Giorgio e Santa Maria della Strada, monumenti romanici fra i più interessanti della regione per rigore architettonico, bassorilievi, purezza di linee”.

Quindi “in San Giorgio un cartello annuncia che nella tabaccheria del paese, poco più di mille abitanti, vendono un volume con foto sulla storia della chiesa e il suo restauro”.

La tabaccheria è chiusa, nel bar di fronte “avventori solo uomini”. Il racconto: “Entriamo, cala il silenzio, ci scrutano. Chiediamo se sanno quando aprirà la tabaccheria e lì inizia uno psicodramma. Tutti cominciano a dire: «Ma la tabaccaia era qui poco fa. Dovrebbe tornare subito. Ma anche noi abbiamo un libro sulla chiesa». Trambusto, il barista va alla ricerca del libro, non lo trova, altri lo aiutano, lo recuperano in mezzo alle patatine, ma non è quello che cerchiamo”. Ancora: “intanto un uomo con bandana, più audace degli altri, comincia a chiederci da dove veniamo, come mai siamo capitati lì, che era meglio se restavano attaccati all’Abruzzo, che tutti emigrano e lì rimangono solo i vecchi”.

Il finale: “Inizia a imbrunire, ci aspetta una strada piena di tornanti e della tabaccaia neanche l’ombra. Dopo un’ora ci rassegniamo e partiamo. Dal bar ci salutano dispiaciuti di vederci andar via, per di più senza libro e senza aver visto la mitica tabaccaia di Petrella Tifernina. A Milano, per dire, un’adesione così te la sogni”.

Lo dicevamo che anche una crisi può costituire un’opportunità

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