Molise, lunga vita al governo Tomalpancista?

Antonio Sorbo ha pubblicato su Facebook uno scritto dal titolo “Lunga vita a Donato Toma” che non va passato sotto silenzio in un momento cruciale del Paese e della Regione che va oltre le miserevoli vicende del governo Tomalpancista.

Sorbo è un pezzo di storia del nostro giornalismo. Quando Ciarrapico gli affidò la guida del primo quotidiano molisano, Nuovo Molise, lui ne fece un giornale aperto e pluralista. Poi, raggiunta una tiratura di tutto rispetto, il funesto Ciarra si disfece di lui e di tutti noi collaboratori indigesti.

Sorbo non si arrese, fondò AltroMolise, pubblicò libri di denuncia, poi passò dall’altra parte della barricata, si lanciò in politica con successo, divenne sindaco di Venafro e a fine mandato non si è ricandidato.

La storia è nota, ma vale ricordarla perché pare evidente che Sorbo non abbia alcuna voglia di fare il Cincinnato, anzi ha tutta l’aria di chi affila frecce per mirare al bersaglio grosso.

Egli augura quindi lunga vita al governo Toma pur definendolo “il peggiore della storia del Molise”. La sua tesi è che un Toma 2 sarebbe la replica del Toma 1, dunque tanto vale lasciarlo campare perché tanto “pur cambiando attori, scena e copione, il Regista rimane sempre lo stesso”. Difficile non dargli ragione.

Dunque il problema è il Regista. Tutti sanno, troppi si rassegnano, tanti ci campano e pochi denunciano che la frustrazione, l’impotenza e la immodificabilità di questa regione va ricercata tra i comodi banchi dell’Europarlamento da dove un pilota automatico controlla il sistema politico, mediatico, edilizio e sanitario che fa capo ad Aldo Patriciello.

Dunque o si smantellano gli intrecci e i conflitti di interessi politici, economici e familiari del Grande Fratello venafrano o il Molise rimarrà fermo con un cappio al collo. Sorbo che è stato primo cittadino della capitale politica molisana, lo sa meglio di tutti e saremo felici se persone attrezzate come lui scenderanno in campo.

Questa volta infatti non si tratta di conquistare qualche seggio, ma di rottamare addirittura il clan che assicura lunga vita a qualunque Toma di turno e di smantellare l’immutabile paradigma di sopravvivenza che ruota su attribuzioni di deleghe e posti di potere.

Ma attenzione, qui c’è una trappola: se la vita di Toma sarà lunga fino all’estinzione del mandato, va tenuto conto che, grazie a Mamma Europa, l’Italia sta per godere di una capacità di spesa che nessun governo passato si è mai sognato. Dunque qualsiasi operazione di Recovery Molise rimarrà nelle mani dei tomalpancisti fino alla scadenza della legislatura, che non è affatto vicina. Dunque, altro che lunga vita a Toma, qui c’è da smontare pezzo per pezzo il sistema Patriciello prima che sia troppo tardi. Roba da Davide e Golia.

Caro Antonio, tu stesso scrivi che al Molise servirebbe una reale alternativa al sistema che ormai da almeno venti anni governa questa regione.E’ esattamente quello che si ripromette la parte più dinamica e lungimirante della società molisana della quale sei parte. L’alternativa di cui parli a me risulta essere in fase di avanzata costruzione programmatica, il suo nome è Un AltroMolise è possibile e, guarda caso, è lo stesso della testata che hai diretto per anni.

(Giuseppe Tabasso)

Precedente Roma, il Covid non ferma la "Madonna fiumarola" Successivo Franca Valeri, 100 anni da intellettuale