Molise, sul turismo ancora cattive notizie

Le cascatelle di Santa Maria del Molise (foto di Dario Angeloni)

Scrive Maurizio Varriano: “Uno smacco dopo l’altro in base a regole che non regolamentano ma censurano. Il Molise, depredato a causa di condizioni che dettano regole gravose e improponibili per la piccola regione. La Giunta regionale del Molise, con delibera ha istituito l’elenco dei comuni turistici che potranno applicare l’imposta di soggiorno come previsto dall’assurdità del decantato federalismo fiscale municipale. Come se non bastassero i balzelli che a causa della cancellazione della perequazione, vedono i comuni costretti a tartassare i cittadini e chi ne volesse essere anche per un solo giorno. Trentaquattro comuni della provincia di Campobasso e tredici di quella di Isernia sono stati classificati turistici in base alla classificazione Istat del 2019 come se dal 2019 a oggi nulla è cambiato in tema di densità turistica”.

Insomma, paradossi su paradossi. E l’elenco dei comuni a vocazione turistica non può che accendere antiche polemiche legate a frizioni tra municipi. L’elenco, infatti, include Campobasso, Isernia, Termoli, Bojano, Busso, Campomarino, Castelmauro, Castropignano, Cercemaggiore, Cercepiccola, Civitacampomarano, Ferrazzano, Guardialfiera, Guglionesi, Jelsi, Larino, Lupara, Mafalda, Mirabello Sannitico, Montagano, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Morrone del Sannio, Oratino, Petacciato, Portocannone, Riccia, Ripalimosani, Rotello, San Giuliano del Sannio, San Martino in Pensilis, San Massimo, Sant’Elia a Pianisi, Sepino, Vinchiaturo, Agnone, Bagnoli del Trigno, Capracotta, Castel del Giudice, Castelpetroso, Pesche, Pietrabbondante, Pozzilli, Roccasicura, Santa Maria del Molise, Vastogirardi e Venafro. Il resto, comprese le Bandiere Arancioni, è fuori. Ma davvero è necessario applicare una tassa per il turismo per visitare centri che già soffrono scarsissime presenze?

“A breve – fa sapere ancora Varriano – il ministero del Turismo, come ha fatto ultimamente escludendo il Molise, designerà altri fondi per i comuni cosiddetti a trazione turistica e di certo, molti paesi con certificata genuina propensione e attenzione a tale condizione di sviluppo e economia, non possono essere penalizzati rischiando la paralisi e il definitivo declino che non è dettato certamente dalla sola condizione attribuita allo spopolamento”. La Regione ha compiti programmatici e non connessi alla sola spendita, faccia il suo percorso e ponga rimedio a un madornale e sperequativo atto dal sapore della beffa. Siamo alle porte dell’estate e se vi fosse in vigore un osservatorio, forse avremmo avuto contezze e certezze di numeri atti a certificare presenze e addetti. Il governo regionale, così come è composto, ha la competenza per farlo, trovi la volontà e risani un malsano modo di condizionare positivamente le peculiarità di una regione che non deve più essere penalizzata.”. Condividiamo.

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