Cala il numero di coloro che vogliono diventare tedeschi



di GIOVANNI POLLICE
(sindacalista molisano in Germania)

BONN – Un numero sempre minore di stranieri intende acquisire la cittadinanza tedesca. Secondo i dati dell’Ente Statistico Federale il numero delle naturalizzazioni è sceso nel 2007 di quasi il 10% a 113mila unità, 12mila in meno rispetto all’anno precedente.


Per fare un confronto: con l’introduzione della nuova disciplina sulla cittadinanza nel 2000 le naturalizzazioni avevano raggiunto un picco di quasi 186.700 unità. Un’eccezione è rappresentata dai rumeni.

Come già negli anni precedenti la comunità con il maggior numero di naturalizzazioni nel 2007 è stata quella turca con circa 28.900 richieste. Al secondo e terzo posto seguono le naturalizzazioni di cittadini provenienti dalla Serbia Montenegro (circa 10.500) e dalla Polonia (quasi 5.500). Un aumento importante rispetto all’anno precedente lo hanno fatto registrare, appunto, i rumeni (3.500, un aumento del 154% ed i cittadini dell’Iraq (più 11,1%).


Per alcuni questi dati sono una sorpresa.


Non per noi. Infatti, i requisiti per accedere alla cittadinanza sono stati via via inaspriti negli ultimi anni. Lo Stato eleva sempre nuovi ostacoli. Questo atteggiamento dimostra che vi è sfiducia e nello stesso tempo spavento. Invece di dare l’impressione che con la naturalizzazione venga fatto un favore agli stranieri che vivono in questo Paese, lo Stato deve dare ai nuovi cittadini il messaggio che essi sono i benvenuti. Invece, il questionario per la naturalizzazione che è entrato in vigore su tutto il territorio federale il primo settembre 2007 sicuramente non farà aumentare il numero delle richieste di cittadinanza. Esso contiene un insieme di 310 domande su politica, storia e società e rende tutta la procedura più gravosa e difficoltosa.


Già oggi chi vuole diventare tedesco deve dimostrare di risiedere legalmente in Germania da almeno 8 anni.


A ciò si aggiunge che può diventare tedesco solo chi può mantenere se stesso e la propria famiglia senza fare ricorso ai sussidi sociali o di disoccupazione (ALG II), a meno che il ricorso ai sussidi sociali non sia dovuto a licenziamento per motivi aziendali. È inoltre indispensabile una dichiarazione di riconoscimento dell’ordinamento costituzionale, motivo per il quale gli uffici competenti possono richiedere informazioni sul richiedente ai servizi segreti interni. Lo straniero non può inoltre avere precedenti penali.


Come ultimo requisito il richiedente è inoltre di regola tenuto a rinunciare alla sua cittadinanza d’origine, anche se vi sono delle eccezioni. Diventare tedesco ha un costo economico: di regola è necessario sborsare 255 euro a persona, 51 euro in caso di minori senza reddito. Gli uffici possono tuttavia derogare a tale norma e ridurre o rinunciare a tale cifra.


In considerazione dei requisiti che già oggi devono essere soddisfatti per poter ottenere la cittadinanza tedesca, la IG BCE, sindacato tedesco, è convinta che un inasprimento della legge sulla cittadinanza sia inutile se non dannosa. Tutti i nostri sforzi fatti per far aumentare le richieste di cittadinanza vengono con ciò vanificati.

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