Campobasso, creatività in grotta:  il ristorante Monticelli Saperi e Sapori



Campobasso, creatività in grotta:  il ristorante Monticelli Saperi e Sapori

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La vedi, Simona De Castro, dietro ai fornelli, ancora prima di entrare nel ristorante Monticelli Saperi e Sapori, scendendo le scalette che portano in questo locale ricavato in una delle grotte che ospitavano le antiche carceri. Chef di classe, ha aperto questo ristorante a due passi dalla chiesa di San Leonardo con un intento preciso: valorizzare la sua terra, le ricette della tradizione rielaborandole in chiave moderna, con un tocco di creatività. Come a dire: non abbiamo solo i paesaggi incontaminati, i borghi appollaiati su speroni di roccia e i riti del folklore. 

Il legame con la città e la sua storia è testimoniato dai pannelli appesi alle pareti che raccontano la festa del Corpus Domini con la pittoresca sfilata dei Misteri, le straordinarie statue viventi create dall’artista Paolo Saverio Di Zinno, scultore di scuola napoletana, che rappresentano in modo allegorico alcuni episodi biblici. 
La cena è un viaggio nell’alta gastronomia molisana, tra materie di prima scelta e accostamenti insoliti, atmosfera rustica ma allo stesso tempo ricercata e prezzi competitivi. Il menù cambia nel rispetto dei prodotti di stagione e, nella carta dei vini, l’occhio finisce sulla Tintilia, il corposo rosso ottenuto dall’unico vitigno autoctono impiantato nella fascia collinare che guarda verso il mare, che spesso Simona utilizza in cucina. Lo troviamo in glassa adagiato sulla cipollina caramellata che guarnisce la polenta croccante, abbinata al soufflé di caciocavallo su cremoso di ricotta e pere. La sua cucina vera, che esalta il territorio con un pizzico di estro, è valsa a Simona una collezione di premi e riconoscimenti. L’ultimo, in occasione del programma televisivo “4 ristoranti” condotto da Alessandro Borghese in cui si è classificata al primo posto. 
In sala c’è il fratello Stefano che si aggira tra i tavoli, chiede, consiglia. Segue e supporta la sorella negli abbinamenti arditi, come il “ricordo di una zuppetta alla santè”, un tortino di porro al cacio e ovo con consommé di faraona e cardi oppure il filetto di maiale alla liquirizia con mele annurche, frutta secca e misticanza di melograno.Si comincia con una saporita creme brulè di baccalà con cavolfiore, cialda croccante, crema di ceci e peperone dolce farcito. Al centro di ogni creazione, le verdure, troppo spesso sacrificate dai grandi chef: da provare il tortino di scarola ripiena con uvetta e noci su vellutata di fagioli di Riccia, crostino con manteca e acciughe del mar Cantabrico. La crema di fave e i ciuffi di cicoria accompagnano, invece, le polpettine di agnello guarnite con lamelle di pecorino di montagna.
Tra i primi, la scelta cade sui cavatelli preparati con farina di farro, serviti con ceci, baccalà e granella di noci ma anche gli gnocchetti di grano arso con spigatelli e pomodorino confit su fonduta di caciocavallo sono degni di nota. Se volete concedervi uno sfizio, consigliamo l’uovo fritto alla Pezzente con friggitelli o spigatelli e salsiccia stagionata. Il baccalà “arracanato” – addobbato con mollica, uvetta, noci, pomodorini, olive e origano – e i torcinelli con vellutata di peperoni cotti al latte arrivano direttamente dalla cucina tradizionale molisana e Simona li rielabora alla sua maniera.
Il cestino di croccantino con crema di mascarpone al rum è il cuore dei dessert ma pochi resistono alla tentazione di assaggiare le cialde croccanti con mosto cotto, cioccolato fondente e frutta secca. Deliziosa anche la mousse di ricotta di capra all’arancia con muesli e frutta secca.
Monticelli Saperi e Sapori, Via Sant’Antonio Abate 33; tel. 0874-418460 o cell. 334-8621703.

(Ida Santilli)

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