La strada di “Cammina Molise!”  il racconto di Giovanni Germano



La strada di “Cammina Molise!”  il racconto di Giovanni Germano

Possiamo scoprire un territorio senza l’ossessiva e ridicola lente delle elezioni? Da oltre venti anni in Molise c’è chi ricompone i legami sociali e sperimenta un turismo diverso: “Cammina Molise” è una fantastica iniziativa di base, unica in Italia, per quattro giorni non più di trecento persone attraversano camminando borghi abbarbicati su montagne, vallate bellissime, tratturi, mettono in comune cultura popolare (musica, canti, balli) e sperimentano accoglienza tra visite guidate e nutrite tavolate di prodotti tipici. Il loro obiettivo non è portare lo sviluppo o il turismo di massa ma prendersi cura del territorio, vivere la politica come partecipazione, dimostrare che è possibile sperimentare un “turismo mitigato dai cammini”.

 “La vera ricchezza del Molise – scrive Giovanni Germano, architetto, presidente dell’associazione La Terra da cui è nato Cammina Molise! (e papà di Elio) – è costituita dal patrimonio storico, archeologico, culturale, ambientale ed enogastronomico dei suoi borghi e del territorio delle aree interne…”Le foto di questo articolo sono tratte dal gruppo facebook Gli amici del “cammina, Molise!”
Così ha inizio l’articolo che Germano ha pubblicato su Comune-info, storico sito dell’antagonismo propositivo.
“Tutto è iniziato nel 1995 quando trenta persone (i più molisani residenti a Roma) decisero di recarsi a piedi da Roma a Duronia in provincia di Campobasso, percorrendo circa duecento chilometri in quattro giorni per festeggiare il primo anno di vita de la vianova, un mensile nato, per volontà dell’associazione culturale La Terra, con lo scopo di riuscire a mettere a confronto le forze più vive e disponibili dei borghi molisani per capire come rivitalizzare il territorio – racconta Giovanni.
“In ventitré anni il “cammina, Molise!”, promuovendo la cultura e la bellezza e l’ospitalità dei paesi delle terre interne molisane, ha portato a camminare sui sentieri e sui tratturi del Molise migliaia di persone, provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. I 136 paesi della provincia di Campobasso e della provincia di Isernia sono stati attraversati tutti, e qualcuno anche più di una volta.
La manifestazione vien fatta una volta l’anno, per quattro giorni consecutivi nella prima metà del mese di agosto. Per ognuna delle quattro tappe è prevista una camminata di dieci/quindici chilometri lungo percorsi che uniscono tre paesi diversi. Per esigenze organizzative il numero dei partecipanti non può superare le trecento unità. La composizione dei partecipanti è costituita da uno zoccolo duro di un centinaio di persone, che viene ogni anno, e da altre duecento persone, che di anno in anno si rinnovano, coinvolte dal passaparola. I partecipanti sono di ogni età (il più anziano, nella scorsa manifestazione, aveva ottantanove anni) e appartengono a tutti i ceti sociali. Il gruppo dei partecipanti fruisce dell’animazione folclorica (musica, ballo e canto), costituita da marciatori-musici (il gruppo folk “Lo scacciapensieri” è nato all’interno della manifestazione). Quando il gruppo dei marciatori entra in paese, c’è l’accoglienza della cittadinanza (sindaco con la fascia, spesso la banda che si unisce ai musici-marciatori, le pro loco che organizzano lunghe e nutrite tavolate di prodotti tipici, guide che organizzano la visita al paese, etc). Durante la camminata, lungo il percorso, la “Cattedra itinerante” delle associazioni che collaborano illustra ai marciatori le peculiarità storiche, archeologiche, naturalistiche delle zone attraversate.
Una esperienza unica nel panorama nazionale resa possibile dalla collaborazione con il migliore associazionismo di base molisano, la disponibilità di tanti amministratori locali, l’ospitalità delle cittadinanze dei paesi attraversati e il coraggio della pazzia di chi partecipa.”Cammina, Molise! chè la strada è lunga”, questa la frase imperativa inserita nella nuvoletta della caricatura, che raffigurava un malridotto e accasciato Molise mentre era impegnato a guardare smarrito un impervio itinerario su di una tabella. Era la caricatura da me disegnata per il primo manifesto del “cammina, Molise!” nel lontano 1995; la stessa caricatura è stata per anni (e lo è ancora adesso insieme a quello nuovo bellissimo e coloratissimo, disegnato da Giovanni Ruggeri) il logo della manifestazione. Niente di più profetico. Sono passati ben ventitré anni, ma il Molise ancora non riesce a muoversi, ancora non riesce ad alzarsi e mettersi a camminare.
Che fare? Cosa fare di più per stimolare i muscoli e i nervi nelle gambe, il senno nella testa e la passione nel cuore? Sono sempre più convinto che il Molise non si muove e quindi non cammina, perché non sa che strada prendere. Scomparsa la civiltà contadina, fallite miseramente le aspirazioni industriali, entrato drasticamente in crisi l’impiego pubblico, che per decenni ha foraggiato il 60 per cento delle famiglie molisane, nessuna altra via è stata immaginata e quindi percorsa per tentare di rivitalizzare economia, cultura, socialità e demografia della nostra marginale e piccola regione.
Una grossa responsabilità delle istituzioni politiche ed economiche locali, che, seppure in qualche modo giustificata dalle crisi di sistema nazionali e internazionali, ha prodotto una situazione di arretramento produttivo, una assuefazione intellettuale e un abbandono del territorio che non hanno precedenti nella pur breve storia del Molise.
Se qualcosa ho capito in questi due decenni, da camminatore, portando i piedi, da un paese all’altro, in tutti i 136 comuni molisani, e da architetto, volgendo lo sguardo del professionista sui centri storici e sul territorio, è che la vera ricchezza del Molise me la son ritrovata proprio sotto i miei piedi e davanti ai miei occhi. La vera ricchezza del Molise è costituita dal patrimonio storico, archeologico, culturale, ambientale ed enogastronomico dei suoi borghi e del territorio delle aree interne.
Dal basso, come l’associazione La Terra (che ho l’onore di presiedere), così tante altre associazioni presenti sul territorio, le Pro Loco, tanti sindaci, in particolare quelli che resistono caparbiamente dentro le trincee dei loro paesi, e tante singole energie preziose e appassionate hanno capito da tempo che le aree interne, con le loro ricchezze, possono rappresentare il fulcro di una possibile ripresa dell’intera Regione.
Per fino il governo nazionale, negli ultimi anni, ha dato delle dritte, proclamando il 2016 “Anno dei Cammini”, il 2017 “Anno dei Borghi” e il 2018 “Anno del cibo italiano nel mondo”. È incredibile, ma sembra proprio che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo abbia sintetizzato nelle Direttive del triennio 2016-2018 tutta l’esperienza ultraventennale di “cammina, Molise!”.
Allora cosa aspettano le nostre istituzioni, in particolare quelle politiche ed economiche, a formulare un serio piano di sviluppo per le aree interne?Io, la mia associazione ed i nostri collaboratori siamo pronti e da tempo.
Voglio qui ricordare quali sono i punti cardine del Progetto “Da cammina, Molise! a Molise, Terra di cammini” elaborato da La Terra, da porre a confronto con altre esperienze nella speranza che quanto prima si possa finalmente iniziare a camminare sulla strada giusta.
“Da cammina, Molise! a Molise, Terra di cammini”
Le condizioni generali, riferite direttamente agli enti locali ed al tessuto sociale, urbano e territoriale ad essi connesso.
La condizione politica.
Siamo convinti che la politica deve essere partecipazione. Il presupposto imprescindibile sarà comunque la caratterizzazione della figura di chi sarà delegato ad amministrare la cosa pubblica: dedizione vocata all’interesse pubblico, sganciamento da ogni forma di clientelismo, collaborazione con le energie vive della comunità, difesa della memoria storica del luogo e del popolo che si amministra.
La condizione sociale ed economica.
È importante che i giovani prendano coscienza dell’enorme fardello che pesa sulle loro spalle: non fuggire e nemmeno farsi ingoiare dalla melma dello “stagno”, ma rimboccarsi le maniche ed affondare le mani nella propria terra per carpirne i frutti migliori. Nonostante tutto il Molise è rimasto pur sempre la terra della miriade di piccoli paesi abbarbicati su montagne o dorsali dominanti vallate bellissime, la terra dei tratturi, la terra di distese boschive ancora rilevanti, la terra di un territorio aspro e difficile, ma bellissimo, ancora per fortuna in buona parte intatto, più adatto al pascolo che all’agricoltura. 
La condizione per ricreare socialità ed economia può rimanere quindi quella, essenziale ancora una volta, di sfruttare le risorse della propria terra.
La condizione culturale.
Le nuove generazioni debbono mirare con orgoglio a riappropriarsi della cultura, quella contadina, che fu dei loro padri e per secoli ha formato intere generazioni. La scuola deve trasformarsi nella palestra necessaria alla formazione del nuovo individuo, che sappia parlare e leggere il dialetto, che sappia capire e trasformare gli insegnamenti dei loro padri contadini e artigiani, che sappia riconoscere e rispettare il proprio territorio, le persone, la fauna, la flora e le pietre che lo costituiscono. Bisogna incentivare ogni iniziativa culturale, che sviluppi in ogni realtà locale un processo di riscoperta delle potenzialità perdute e di valorizzazione e tutela dell’esistente.
La condizione urbano-ambientale.
Il consolidamento strutturale e la conservazione storica e culturale del patrimonio edilizio dei nostri piccoli centri devono essere mirati a ricreare l’habitat originario, a far rivivere la piazza. Occorrono spinte energiche per ricreare botteghe artigianali e attività di piccolo commercio; servono spazi e situazioni, dove è possibile produrre cultura, dove è possibile la socializzazione e il divertimento. Il paese non dovrà essere solo il “monumento” recuperato, ma dovrà tornare ad essere il luogo dove si risiede e si produce. Il territorio deve essere tenuto sotto uno stretto controllo idro-geologico, magari evitando di lasciarsi affascinare dalle “grandi opere” ed infittendo colture mirate che rendano di nuovo produttivi i campi abbandonati o rimettendo in uso antichi sentieri. 
L’ambiente, nella sua interezza, paesaggistica e storico-culturale, deve essere tutelato e valorizzato.
Costruzione del “Flusso Turistico Mitigato” basato sul cammino.
“Turismo mitigato”, come lo intendiamo noi, vuol dire turismo adattato alle attuali e reali esigenze delle nostre terre. Non ci interessano i grossi numeri e le grosse concentrazioni per dar vita ad un “cammina, Molise! tutto l’anno”. Ci interessano le dovute proporzioni per rianimare l’auspicato riequilibrio economico-culturale della nostra campagna rispetto alla città.
Il turismo mitigato che auspichiamo noi si basa sulla cosa più semplice e naturale che l’individuo possa fare: camminare. Siamo convinti che il cammino, nella sua semplicità, possa portare linfa nel territorio delle aree interne.Perché venire a camminare in Molise? ci sono altre realtà regionali (Trentino, Toscana, Umbria, Basilicata, etc), ognuna con la propria peculiarietà, che offrono da tempo risposte certe al turista che vuol camminare. Per questa ragione il Molise deve proporsi con una peculiarità alternativa a quelle già esistenti.
In ventitré lunghi anni il “cammina, Molise!” ha dimostrato sul campo di aver trovato la “peculiarità alternativa” da poter proporre al turista camminatore. In cosa consiste questa peculiarità? Il camminatore interagisce con tutto quello che gli accade intorno in un susseguirsi di avvenimenti da cui viene totalmente preso. Cammina, balla, canta, suona, parla con chi gli si trova a fianco, familiarizza, ascolta e impara, vede e ammira, fatica e infine viene accolto dalla gente del posto ed ha il piacere di gustare il senso genuino dell’ospitalità.
La peculiarità quindi è la semplicità, la convivialità e la genuinità delle cose e degli umori che si offrono e si trasmettono al camminatore per renderlo partecipe e nel contempo protagonista di un evento che, pur essendo una semplice camminata, costituirà un arricchimento interiore che soddisfa le esigenze conoscitive ed il piacere delle emotività.
L’indotto che detto flusso potenzialmente potrà attivare in armonia con la salvaguardia dell’ambiente riguarderà i seguenti settori produttivi: Ricettività e Ristorazione. Agroalimentare. Artigianato (legato al recupero della pietra, del legno e della pietra in campo edile ed artigianato legato alla produzioni tipiche territoriali ed al ripristino di manifatture dismesse, etc.). Tutela del territorio (Cultura legata al territorio: produzioni e ricerca per musica, canto, ballo, cinema/tv e teatro; valorizzazione dei siti archeologici, religiosi e paesaggistici; potenziamento di organizzazioni e associazioni culturali ed ambientaliste, etc.).
Nella fattispecie, sempre nella prospettiva di un piano di sviluppo delle aree interne, le istituzioni regionali, in sinergia con le associazioni legate al territorio, devono avere come priorità il compito di favorire il flusso turistico, che noi auspichiamo basato sul cammino, mediante un attento piano di legislazione consapevole e competente per: 
Gestire la sentieristica; 
Tutelare i tratturi e tutte le vie storiche legate alla pratica del pellegrinaggio; 
Obbligare i comuni ad integrare i piani di fabbricazione con Piani Regolatori di Tutela dei centri storici; 
Individuare zone a destinazione per parchi eolici e parchi fotovoltaici, lontano dalle zone vocate al turismo mitigato, onde preservare il paesaggio; 
Favorire ogni forma di investimento e finanziamento per far nascere ed irrobustire attività legate alla gestione del flusso turistico.
Gestione del “Flusso Turistico Mitigato”
Le linee guida organizzative per mettere in moto il flusso turistico, mitigato ed adeguato al territorio come abbiamo detto, per periodi stabiliti all’interno dell’intero arco dell’anno, possono essere le seguenti:
Nucleo centrale di reperimento e smistamentoÈ necessario far nascere un Nucleo centrale di reperimento e smistamento, con forma giuridica e tecnico-amministrativa da vagliare, che dovrà avere le seguenti principali funzioni:
Trovare prima di tutto sul territorio, e poi su scala nazionale ed anche internazionale, contatti e collaborazioni con singoli, associazioni, società in grado di condividere il progetto; 
Mettersi in rete con lo scopo principale di pubblicizzare il progetto e risolvere le questioni logistiche legate al reperimento ed allo smistamento dei camminatori; Gestire a monte il reperimento dei camminatori, per poi organizzare lo smistamento capillare sul territorio ai nuclei di riferimento.
Nucleo dinamico di riferimento territoriale
Il nucleo referente, che come il nucleo centrale avrà forma giuridica e tecnico-amministrativa da stabilire, possederà le seguenti caratteristiche:
Raggio di intervento: i borghi ed il loro territorio facenti parte di una zona omogenea per motivi orografici, sociali e culturali (indicativamente si può far riferimento alle estinte Comunità Montane).
Collaborazioni con le istituzioni locali e le associazioni di base, ma anche con le presenze qualificate dell’imprenditoria legata alla ricezione e con il mondo scolastico.
La Cattedra itinerante: conoscenza profonda del proprio territorio, sotto il profilo storico-culturale ma anche orografico; collaborazione con guide ed associazioni qualificate.
Il Percorso: 
Capacità di individuare, mettere in sicurezza e manutenere i sentieri; attitudine a condurre i camminatori in gruppo, anche con strumentazioni appropriate.L’Accoglienza: Capacità di intrattenere ed animare con l’arte della musica, del ballo e del canto, preferibilmente legata alla tradizione popolare locale; Collaborazioni con artisti e gruppi folclorici locali; 
Conoscenza della gastronomia tipica e delle tradizioni culinarie e capacità di organizzare le accoglienze unitamente agli operatori locali del settore ed alle associazioni turistiche di base.
Impegno ad operare in sinergia con gli altri nuclei referenti sparsi sul territorio.
Le Potenzialità all’estero che possono alimentare il Flusso
La bellissima esperienza delle tre Edizioni di “cammina, Molise! in Argentina”, a Mar del Plata nel 2015, a Rosario nel 2016, Cordoba nel 2017 e a La Plata nel 2018, hanno segnato un altro importante passo avanti per la legittimazione del Progetto. Le Associazioni dei Molisani che hanno organizzato l’evento insieme all’associazione La Terra, gli Enti e le Agenzie turistiche contattate, tutti sono convinti che in terra argentina esiste una potenziale carica turistica pronta ad esplodere per raggiungere le terre molisane. La semplicità e la peculiarità con cui il “cammina, Molise!” si è presentato agli argentini, ha risvegliato e rafforzato il desiderio di tornare nei propri paesi d’origine a tanti emigranti, ormai avanti negli anni, e ha colpito l’immaginario di tanti loro discendenti, giovani e meno giovani, vogliosi di venire a conoscere le terre dei loro avi, così diverse dalle terre argentine. Questo potenziale, così evidente in Argentina, è ancora consistente anche in altre parti del mondo dove è stata forte l’emigrazione di nostri corregionali, come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, e così via.
La prossima edizione, la XXIV.ma, si svolgerà dal 4 al 7 Agosto. Il percorso di cammina, Molise! 2018 sarà contraddistinto dall’attraversamento delle terre a ridosso dei monti del Sannio Pentro, nell’ampia e spettacolare vallata del Trigno che segna lo spartiacque tra l’Abruzzo e il Molise, e delle terre a S-E di Campobasso a confine con le provincie di Foggia e Benevento. Un percorso che partirà dalla parte molisana della fondovalle Trigno fino ad arrivare il secondo giorno sulle vallate che danno verso il Biferno, attraversando una zona del Molise caratterizzata dalla cultura albanese e croata; il terzo e quarto giorno si attraverseranno percorsi con vista del lago di Occhito verso la Puglia e dei monti del Matese verso il beneventano.
La marcia, partendo da San Felice del Molise e attraversando l’agro di ben dieci Paesi, tutti in provincia di Campobasso, per terminare a Cercemaggiore, si pone come obiettivo primario quello della lettura di un territorio, in larga parte poco conosciuto fuori dai rispettivi confini regionali, che comprende paesaggi incantevoli, emergenze naturalistiche e storico-culturali che solo camminando si riescono ad apprezzare.
(Per informazioni: http://www.laterra.org/)

*Architetto, presidente dell’associazione La Terra (e papà di Elio)

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