Micotossine e glifosato: i pastai sconfitti in tribunale



Il Tribunale Civile di Roma ha dato ragione alle associazioni ‘GranoSalus’ e ‘Nuovi Vespri’, protagoniste della difesa del grano duro del Sud Italia, per la vicenda che aveva visto coinvolti importanti marchi della pasta in Italia per il grano “contaminato” utilizzato, appunto, nella produzione di pasta e derivati. I contaminanti sarebbero il glifosato (erbicida disseccante), don (composto tossico prodotto da alcuni funghi appartenenti al genere Fusarium) e cadmio (metallo pesante che penetra nell’ambiente sia da fonti naturali sia dalle attività industriali e agricole).
Tutto era nato da un’inchiesta condotta su campioni di pasta di otto famosi marchi italiani, tra cui La Molisana. Dalle analisi era emersa la presenza di contaminanti nel grano, anche se erano entro i limiti previsti dalla normativa dell’Unione europea. I pastifici coinvolti avevano allora chiesto l’intervento della magistratura per far rimuovere alcuni articoli sul web.

Interessanti le motivazione dei giudici che hanno dato ragione alle associazioni rispetto ai pastifici.
Innanzitutto in sostanza si stigmatizza l’uso di grando straniero più economico, come quello proveniente dal Canada e dall’Ucraina. Inoltre, trattandosi di salute pubblica, nessuna censura è ammissibile. 
Ma cosa hanno rivelato le analisi sulla pasta?
Secondo GranoSalus questa è la situazione: gli spaghetti della Molisana presenterebbero 253 ppb di don (dopo la Divella la parcentuale più alta tra le marche analizzate), 0,033 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,035 di Cadmio.

<div class="

Precedente Socialisti in movimento: Sollazzo ha guidato l'assemblea nazionale Successivo Roma, Angelo Sollazzo  chiama a raccolta i socialisti