Parte l’osservatorio antimafia del Molise



La lentezza burocratica, i nostri appelli andati a vuoto e il dubbio che una commissione regionale antimafia pubblica comporti nomine ed esborsi economici per la sua costituzione a livello politico, ci portano ad agire concretamente ed immediatamente per l’istituzione di un Osservatorio Regionale Antimafia nel Molise, che sarebbe il terzo in Italia dopo Emilia Romagna (a cui abbiamo partecipato dando il nostro contributo) e Lombardia. Siamo convinti dell’importanza di un simile accorgimento perché, riteniamo, confortati dai dati del Procuratore Nazionale Antimafia, che in Molise vi siano concreti segnali di infiltrazioni mafiose e camorriste che non vanno assolutamente sottovalutati. La cultura della legalità e la prevenzione del crimine sono un seme che va piantato quanto prima possibile perché dia i suoi frutti. Pertanto, abbiamo deciso di costituire, entro e non oltre la fine dell’anno, l’Osservatorio Regionale Antimafia del Molise e che la sede sia simbolicamente prevista nelle zone più a rischio del Molise quali il Basso Molise, Campobasso e la zona dell’Isernino. Il nostro progetto ricalca quello di una vera e propria commissione predisponendo persone (ci saranno magistrati, avvocati, forze di polizia) e strumenti concreti (studi, ricerche e dati statistici) che si occuperanno oltre che di mafia in generale, anche dei rapporti che la criminalità organizzata ha con la politica e con l’economia. In un territorio in forte crisi economica e in cui sono sempre più frequenti contatti con la mafia foggiana e la camorra, compito della società civile è anche quello di controllare in casa propria e rintracciare eventuali piste che possano indicare collusioni sospette. Tutto questo senza disfattismi, ma consci che è necessario prendere le dovute contromisure atte a scoraggiare infiltrazioni e affari appetibili soprattutto in un territorio nel quale si sente la crisi nelle famiglie e nelle imprese. A tal proposito l’Osservatorio si doterà di strumenti che con la massima discrezione potranno controllare il disagio anche di quegli amministratori reticenti che potrebbero, però, essere un utilissimo punto di contatto e di intermediazione tra autorità giudiziaria e affari sporchi della criminalità organizzata. Il grave problema delle mafie, come è noto, è l’omertà che arresta la corsa delle indagini con muri insormontabili di paura e di disinteresse. Bisogna lavorare con sensibilità ed equilibrio per fare in modo che si possa avere continuativamente una fotografia del momento storico in atto. Il caso degli arresti nel Basso Molise (2 settembre 2016) su istanza della Procura della Repubblica de L’Aquila e di Campobasso, sono un chiaro esempio di vicenda sulla quale, con le dovute cautele, bisognerebbe andare a fondo. Il cancro della mafia va estirpato con la giusta collaborazione tra amministratori, politica, istituzioni, autorità giudiziaria, scuole, associazioni, enti pubblici ed entità economiche. La malavita, infatti, si introduce nelle intercapedini di inefficienza e nei vuoti causati da scarsa comunicazione e partecipazione. Lavoreremo dove manca coesione e siamo convinti che un Osservatorio sempre attivo e vigile possa essere il giusto rimedio per coordinare l’attività di prevenzione e monitorare il nostro territorio.

(Vincenzo Musacchio, Direttore scientifico della Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise).

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