In ricordo di Paolo Leon



Nel corso di un cammino impegnativo, Paolo Leon ha collaborato con Beniamino Andreatta e Federico Caffè, è stato per 7 anni economista alla Banca Mondiale, ha fondato e diretto diversi centri studi per l’economia, ha lavorato all’Eni, è stato docente universitario e consulente dell’Unione Europea, della Cassa del Mezzogiorno, e dei Ministeri del Bilancio, del Lavoro e dell’Ambiente.
Economista di scuola keynesiana ha pubblicato saggi di economia politica e studi di straordinario spessore scientifico. Impegnato come consulente in alcune istituzioni regionali, ha dedicato una vita a dimostrare con le sue pubblicazioni e la sua attività che l’economia non è una scienza neutra e non necessariamente deve penalizzare i ceti sociali meno abbienti. Al contrario può rappresentare lo strumento per consolidare la coesione solidale nella società, può accorciare le diseguaglianze e può agevolare pari opportunità di accesso a diritti essenziali e a beni comuni.
Ho avuto modo di ascoltare e seguire gli interventi di Paolo Leon nei seminari promossi dalla CGIL di Bruno Trentin e Sergio Cofferati, di vederlo impegnato al fianco dell’allora Ministro Cesare Salvi nell’associazione Socialismo 2000 e in innumerevoli occasioni promosse dalle formazioni politiche di sinistra e/o dalle confederazioni sindacali.
Spiegava in modo impeccabile concetti complessi di macroeconomia aggiungendovi il proprio tratto culturale di appartenenza al mondo socialista che ha difeso contro il liberismo selvaggio fino ai suoi ultimi scritti in cui contestava l’obbligo del pareggio di bilancio per lo Stato e illustrava la funzione non caritatevole del sistema di protezione sociale pubblico.
Paolo Leon aveva collaborato con il proprio centro studi anche con la Regione Molise in particolare sulle materie del Fondo Sociale Europeo, e sarebbe stato un bel gesto se nella presentazione del Rapporto sull’Economia del Molise ci fosse stato un cenno o una menzione per ricordare uno dei più importanti studiosi di economia del nostro paese.
Sarà l’omologazione imperante che rimuove il pensiero critico e non tollera il dissenso, o sarà più banalmente la marginalizzazione del mondo del lavoro che si intende rappresentata solo dalle associazioni imprenditoriali, sta di fatto che a maggior ragione si è culturalmente debitori verso una figura come quella di Paolo Leon che per una vita è stato dalla parte giusta.

(Michele Petraroia)

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