Psi, Angelo Sollazzo rompe la gestione unitaria



Nell’ultima riunione della segreteria nazionale del Psi, ho rotto gli indugi annunciando la fine della gestione unitaria del partito e della solidarietà tra i componenti della segreteria stessa.
Pertanto ho recuperato la mia libertà di azione e di critica dopo circa cinque anni di gestione unitaria e di decisioni condivise.
Le motivazioni sono di carattere prettamente politiche, anche se hanno un comune filo che le lega alla gestione dell’ultima campagna elettorale.
Il segretario Nencini ha informato la segreteria della necessità, visto il fallimento dell’ultimo risultato elettorale, di cambiare nome, simbolo e ragione sociale al partito.
Ho combattuto, da sempre, per la difesa e la salvaguardia dei nostri simboli e dei nostri ideali, e la sola idea che qualcuno pensi che in questa folle situazione di ricerca di nuove forme politiche e di demagogia a basso prezzo, si debba rinunciare al più grande ideale della storia dell’intera umanità, mi fa rabbrividire.
Il socialismo è attuale e vincente in Europa, come in gran parte del mondo, il Pse e l’internazionale socialista godono di ottima salute, ci hanno sdoganato con i loro successi anche in Italia, dopo la stagione di tangentopoli.
Il socialismo rappresenta l’unica proposta politica vera per uscire dalla crisi e combattere il capitalismo finanziario. Gli esempi della Francia e di altri Paesi, evidentemente, non hanno insegnato nulla.
Sono gli altri che sono falliti, a cominciare dal Pd, è fallito il capitalismo, il liberismo alla Monti ed alla Renzi, è definitivamente fallito il comunismo. Il socialismo democratico è la giusta e la sola risposta alla crisi che arricchisce la grande finanza ed impoverisce i lavoratori. Il Psi non sarà mai in smobilitazione e lotterò con tutte le mie forze per evitarlo. Per cinque anni sono stato leale e solidale ad un progetto comune. Non potevo consentire a Boselli di fare il becchino del Psi, non lo posso consentire ora ad altri.
La campagna elettorale ci poteva consentire, dopo 18 anni, di presentare una lista con il nostro simbolo ed eleggere un nutrito numero di deputati. L’ingresso nelle liste del Pd è stato un errore madornale, si è trattato di una resa senza condizioni per portare a casa solo cinque eletti. Per amore di verità la segreteria votò con un solo voto contrario, l’accordo con il Pd, ma ci venne dichiarato che il Pd avrebbe modificato il proprio simbolo per evitare una confluenza da molti di noi rigettata. Così non è stato ed i nostri candidati sono stati inglobati nelle liste democratiche. Nessuna riunione di direzione ovvero di segreteria vi è stata per approvare i nominativi dei candidati, giusto l’articolo 19 dello statuto. La mancanza di chiarezza e di lealtà ha profondamente diviso il gruppo dirigente.
Per adottare decisioni che possono essere epocali per il socialismo italiano non si può che convocare il congresso nazionale.
Dallo scorso luglio gli organismi dirigenti sono in prorogatio. Pertanto lavoreremo nelle prossime ore per l’immediata convocazione del consiglio nazionale, unico abilitato alla convocazione di un congresso a cui sottoporre le diverse posizioni con apposite mozioni. Mi voglio augurare che terminata la solidarietà, possa esserci almeno il rispetto. Diversamente ognuno si comporterà come crede.

Angelo Sollazzo

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