EDITORIA / “Strano ma verde”, Panella spiega la green economy



http://forchecaudine.com/gallery/00_Notizie/Strano_ma_verde.jpg

ROMA – Nel nostro Belpaese c’è un atavico disinteresse – nei fatti più che nelle parole – verso l’habitat ambientale. E’ soprattutto figlio di quell’innatata avversione verso tutto ciò che è pubblico. Il fenomeno emerge in tutta la sua drammaticità anche in questo periodo di vigilia elettorale. La crisi ecologica, quella che pagheremo a più caro prezzo nel futuro, è praticamente assente nella maggior parte dei programmi elettorali e nel dibattito politico in corso.
Eppure l’ambiente non solo rappresenta la nostra vita, a cominciare dalla qualità dell’aria o dalle riserve d’acqua, ma anche un’opportunità economica, specie per un Paese come il nostro che beneficia di condizioni territoriali e meteorologiche favorevoli (si pensi soltanto al turismo, all’agroalimentare, nonché all’economia verde). Inoltre la sostenibilità incarna anche una sfida per una migliore qualità della vita da lasciare in eredità alle future generazioni.
A fronte di tale “strada ecologica”, che costituisce quindi un’opportunità anche in termini di salvaguardia del “buono esistente”, si continua invece ad andare nella direzione esattamente opposta. Ad iniziare da un consumo di territorio che è drammaticamente inarrestabile, sulla spinta dei colossi dell’edilizia, quelli che concorrono a finanziare e ad influenzare le agende della politica.
Così si continua a procedere verso l’occupazione di nuovi terreni – spesso sottratti all’agricoltura e al turismo – anziché al riordino dell’esistente. Non sono migliori le notizie sul fronte dell’impatto ambientale di opere pubbliche spesso inutili (il dibattito sulla Tav è apertissimo). Paradossale, poi, che le spinte al “verde”, soprattutto sul piano energetico-rinnovabile, avvengano con il concorso delle ecomafie, specie al Sud, abilissime ad intercettare i contributi economici pubblici (si pensi al caso dell’eolico).
Su questi temi, con tanto buon senso, interviene questo “Strano ma verde” di Claudio Panella (Eurilink, 2013, 208 pagine, brossura), un testo da non perdere.
Il libro spazia a 360 gradi su tali tematiche, partendo da un’approfondita ed efficace analisi storica e sociologica del rapporto tra gli italiani e l’ambiente, approdando quindi alle opportunità che offrirebbe il nostro territorio soprattutto sul fronte del cleantech, vera e propria rivoluzione industriale in grado di garantire strumenti di crescita, efficienza e vantaggio competitivo.
Perché la green economy passa, per forza di cose, attraverso la rimodulazione del progresso verso orizzonti sostenibili. Del resto ognuno di noi si cimenta quotidianamente, in vario modo, con il tema dell’ambiente e delle sue derivazioni: dalla green economy al risparmio energetico, dall’alimentazione “bio” ad un’etica del consumo “sostenibile”. Ma quanti di noi nella pratica quotidiana agiscono consapevolmente e coerentemente nel rispetto dell’ambiente che ci circonda? E’ questo l’ambito di partenza del ragionamento di Claudio Panella, manager con un’anima verde. E, allargando il discorso, come si comportano i governi e le istituzioni nei confronti dell’inquinamento? Quali e come sono le politiche che adottano per migliorare complessivamente la qualità dell’eco-sistema? Panella analizza con rigore molti aspetti che afferiscono al rapporto uomo-ambiente con particolare riferimento alla green economy.
Nella prima parte del testo, l’autore pone in primo piano la percezione degli italiani della questione ambiente dalla quale scaturisce un’istantanea del nostro Paese piuttosto contraddittoria e complessa. E lo fa attraverso un’analisi i cui elementi costitutivi si poggiano lungo i canali della storia, della sociologia e dell’attualità. Il percorso “verde” di Panella, successivamente, si dirige verso le responsabilità della politica anche attraverso la raccolta di documenti che mettono in luce l’esigua e spesso inefficace azione dei vari governi. Il libro, progressivamente, assume un respiro sempre più internazionale nel quale emergono anche esempi di “best practices” di alcuni Paesi europei.
L’autore, infine, sullo sfondo di un quadro internazionale piuttosto variegato e complesso, prende in esame le diverse opportunità legate ai lavori verdi e più in generale alle possibilità di business nel rispetto della sostenibilità.
Claudio Panella, romano, ha origini sannite: il padre era della provincia di Benevento.

<div class="

Precedente De Niro: "Con Trump quasi quasi emigro nel ‘mio' Molise" Successivo LA NOTA / E il Cavaliere infilza la corte smarrita di Santoro