Luigi, il giovane di Campobasso strappato alla morte sul treno



ROMA – «Voglio ringraziare tutti quelli che hanno salvato mio figlio. Dicono che hanno fatto un miracolo. Li chiamerò uno per uno, ho già chiesto ai carabinieri se posso avere i loro numeri. Voglio parlare con i tre medici che erano sul treno e per primi hanno tentato di rianimarlo, con gli operatori del 118. Sono stati straordinari, gli angeli di Luigi. Dicono che l’hanno riportato in vita. Ma mio figlio è ancora grave, finché non avrò la sicurezza che è fuori pericolo questo miracolo per me resterà a metà».
Queste le dichiarazioni di Maria, la mamma di Luigi, 26 anni, studente di Architettura originario di Campobasso che è stato salvato grazie a massaggi cardiaci dopo lunghe manovre per rianimarlo. Ora è nel policlinico di Tor Vergata, nella sala rossa della terapia intensiva, sedato e intubato, in prognosi riservata, non si sa ancora se ha subito dei danni.
Luigi aveva preso il treno delle due e mezza per andare a Campobasso. Abita a Roma in un appartamento in affitto. Aveva due valigie grandi e pesanti. Poi il malore, tre medici che erano in viaggio sul regionale lo hanno soccorso. Quindici minuti di massaggio cardiorespiratorio con Luigi steso per terra, nel corridoio,
Lo studente di Campobasso appena è giunto al pronto soccorso di Tor Vergata ha avuto un nuovo arresto cardiaco e un blocco respiratorio. Lo hanno rianimato con lo choc elettrico.
Tutta l’associazione “Forche Caudine” è vicina alla famiglia del nostro giovane corregionale. Forza Luigi !

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