Milano, morte del notaio Ialenti: si tratterebbe di omicidio-suicidio?



MILANO – Sarebbero del notaio Vincenzo Ialenti, 45 anni, nato a Novara ma di origini molisane, con uno studio a Trezzano sul Naviglio (Milano) e di una donna originaria dell’Europa dell’est di una trentina di anni (probabilmente russa) i cadaveri scoperti in un appartamento di un’elegante palazzina al civico 1 di piazza Lega lombarda, proprio a ridosso dell’Arena, a Milano.
Secondo le prime sommarie informazioni, i vigili del fuoco intervenuti per primi avrebbero trovato i due corpi in un lago di sangue nella casa al primo piano, chiusa dall’interno. Da qui l’ipotesi degli investigatori che propenderebbero per un caso di omicidio-suicidio: il notaio avrebbe ucciso la compagna per poi togliersi la vita. Alcuni testimoni hanno detto di aver udito dei colpi di arma da fuoco.
Sul posto, oltre alla polizia scientifica, è intervenuto anche il capo della sezione omicidi della Squadra Mobile della Questura milanese.
Stando al racconto di alcuni vicini, la compagna del notaio era una donna molto bella, appariscente, alta, mentre lui elegante ma piccolo. Per questo non passavano inosservati. Pare che la loro storia durasse da qualche anno. Il notaio aveva già un matrimonio alle spalle, finito male e ciò potrebbe essere all’origine del gesto.

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