Il governo dei “professori” intende affossare l’Isfol?



ROMA – L’Isfol, lo storico istituto che di fatto ha introdotto le analisi sulla formazione professionale in Italia, rischia nuovamente di chiudere sotto la mannaia del governo Monti.
Dopo mesi di battaglie volte a contrastare il processo di progressiva e sistematica marginalizzazione dell’Isfol, ente di ricerca che si occupa da sempre – sin dagli anni Settanta (quando se ne occupavano in pochi) – del mondo del lavoro, della formazione e delle politiche sociali (con progetti importanti e gestioni d’eccellenza a livello comunitario), ora le lavoratrici e i lavoratori dell’Istituto sono in stato di agitazione per dire no alla sconcertante ipotesi di accorpamento di questo ente pubblico ad Italia Lavoro, società per azioni.
L’istituto, tra l’altro, in passato è stato guidato anche da stimati dirigenti molisani, tra cui Antonio Francioni (oggi in Regione Molise) e il compianto Augusto Ruberto, nonché da Giovanni Principe, a lungo ai vertici della Cgil Molise.
“Le intenzioni di smantellare l’Isfol si affacciano per la terza volta nel giro di soli tre anni, diventando un’attualità pressante, e purtroppo ricorrente, nella vita delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ente – spiega Enrico Mari, segretario Usb dell’Isfol. “Questa volta il tentativo di soppressione sarebbe contenuto nella riforma del mercato del lavoro – prosegue Mari – una riforma inaccettabile nella sua totalità, in cui, per giunta, verrebbe soppressa un’istituzione scientifica che proprio di lavoro si occupa. E’ il segnale evidente che per questo esecutivo il lavoro non è più un fenomeno sociale da indagare, ma una merce al servizio delle imprese. Tutto ciò – denuncia il sindacalista – per il personale comporta il rischio di una ricollocazione in una società privata e una diaspora presso altre amministrazioni pubbliche. Ancora più grave la situazione dei precari, che rischiano una vera e propria epurazione”.
In effetti nell’attacco all’Isfol si può intravedere una strategia ben precisa: sottomettere e ridimensionare una ricerca realmente d’avanguardia nel suo essere libera, internazionale e proficua. L’Isfol ha firmato, negli ultimi quarant’anni, le più importanti ricerche sul mercato del lavoro, producendo – tra l’altro – un Rapporto annuale che rimane un prezioso punto di riferimento per il mercato del lavoro (benché anche questo soggetto ad attacchi plateali).
“A quanto pare – osserva il rappresentante Usb – anche il governo dei professori sbarra la strada allo sviluppo di competenze tecniche e scientifiche maturate nell’ambito della ricerca pubblica, interessato probabilmente ad agevolare le proprie università accelerando ulteriormente lo svilimento e la precarietà della ricerca pubblica.
Da parte nostra la massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Isfol.

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