ELEZIONI IN MOLISE: VINCE IORIO SUL FILO DI LANA



ROMA – Dopo una delle notti elettorali più intense nella storia molisana, Michele Angelo Iorio si riconferma solo in prima mattinata per la terza volta governatore del Molise con il centrodestra. La sua una vittoria soffertissima, ottenuta grazie a 1.500 voti in più, all’affermazione netta nei piccoli centri e soprattutto in provincia di Isernia, suo tradizionale feudo elettorale. Da registrare, però, l’elevata presenza del voto disgiunto che penalizza il governatore rispetto alle liste di centrodestra: cioè molti elettori hanno votato un partito di centrodestra ma un candidato differente da Iorio. Un elemento che sarà sicuramente oggetto delle analisi politiche del dopovoto, a destra giustificato dalla crisi e dal fatto che “Iorio ci mette la faccia” (come ha sottolineato l’onorevole De Camillis), mentre a sinistra viene visto come un elemento di sfiducia al governatore anche in seno alla sua maggioranza.
Nel corso delle spoglio Iorio è stato quasi sempre avanti, ma all’inizio anche di dieci punti, vantaggio che poi s’è assottigliato sempre più in quanto mancavano soprattutto i voti di Campobasso capoluogo e dei Comuni del Basso Molise, tradizionalmente favorevoli al centrosinistra.
Da registrare l’ottimo risultato del candidato della lista di Beppe Grillo, che però non riesce ad eleggere nemmeno un consigliere regionale proprio per il voto disgiunto (in questo caso molti hanno votato il candidato Federico, ma poi un partito diverso).
Al termine della partita: 89.142 voti (46,9%) per Iorio, 87.637 (46,1%) per Frattura, 10.650 (5,6%) per Federico e 2.458 (1,3%) per Mancini.
Indicativi i numeri del voto disgiunto: il 12% di chi ha votato i partiti del centrodestra non ha poi dato la preferenza a Iorio, dandola quasi sempre a Frattura, che ha riportato 87.637 voti personali contro i 72.807 della sua coalizione, mentre Iorio ha ottenuto 89.142 voti contro i 101.359 del centrodestra.
In provincia di Isernia, Frattura è avanti solo ad Agnone, Capracotta, Castel del Giudice, Civitanova del Sannio, Conca Casale, Fornelli, Frosolone, Macchiagodena, Pozzilli e Vastogirardi. In totale una differenza di oltre settemila voti fatali a Frattura.
A Campobasso città, viceversa, Frattura è avanti di 4.500 voti, altri 1.500 a Termoli, un altro migliaio a Larino e a Guglionesi, 700 a Montenero di Bisaccia, quasi un migliaio a San Martino in Pensilis, 400 a Ferrazzano. Ma a limitare il vantaggio ci sono in particolare Trivento (mille voti in più per Iorio), Cercemaggiore (300 voti in più per il governatore) e altri sostanziosi pacchetti di voti a Baranello, Busso, Campodipietra, Casacalenda, Casalciprano, Castellino, Castelmauro, Cercepiccola, Civitacampomarano, Colle d’Anchise, Colletorto, Duronia, Fossalto, Gildone, Guardialfiera, Guardiaregia, Limosano, Lucito, Lupara, Macchia Val Foltore, Mafalda, Matrice, Mirabello, Molise, Monacilioni, Montelongo, Montorio, Morrone, Pietracatella, Riccia, Ripabottoni, Salcito, San Biase, San Giovanni in Galdo, San Giuliano del Sannio, San Giuliano di Puglia, San Massimo, Sant’Angelo Limosano, Toro, Tufara e Vinchiaturo. Un articolato elenco che conferma come Iorio abbia vinto soprattutto grazie ai piccoli ma numerosi centri.
Va aggiunto che il peso degli emigranti è stato decisivo. In molti paesi il numero degli elettori è maggiore addirittura di quello degli stessi residenti, anche di un 20% in più grazie ai tanti emigranti. Fattore analogo a quello di tanti emigranti che conservano la residenza in Molise e tornano per votare. Non è facile stabilire, ovviamente, per chi abbiano votato: tuttavia essendo il fenomeno più radicato proprio in quei piccoli centri (soprattutto della provincia di Isernia) dove Iorio ha stravinto, va sottolineato come il governatore riconfermato possa aver beneficiato anche del voto degli emigrati.
Le elezioni molisane vengono lette da molti osservatori come un test nazionale: astensionismo, crollo delle leadership, difficoltà evidenti per il centrodestra nonostante la vittoria di misura e soprattutto il peso evidente della crisi economica.
Nel corso della campagna elettorale in Molise si sono visti numerosi leader nazionali, dal segretario Pdl Angelino Alfano al ministro degli Esteri Franco Frattini, da Nichi Vendola, leader di Sel, a Massimo D’Alema del Pd, nonché Beppe Grillo, che ha riscosso un grande successo personale nei suoi comizi nei maggiori centri della regione.

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