Gli “aeroporti” molisani…



ROMA – Finisce addirittura a livello nazionale la vicenda del progetto di un aeroporto in Molise, di cui si parla da anni. Il quotidiano “La Stampa” del 14 ottobre dedica un lungo articolo firmato da Giuseppe Salvaggiulo alla vicenda. Raccontando che il Molise, con 320mila abitanti, sogna un aeroporto e ha varato due progetti diversi, riferendo che la stessa Enac abbia ammesso: “Basta scali sotto casa”. Divertenti anche gli slogan che il quotidiano torinese riporta per il futuribile progetto: «Provincia di Isernia: pronti a volare» e «I caciocavalli a fianco delle tecnologie aerospaziali» (quest’ultimo davvero irraggiungibile).
L’aeroporto, come noto a molti molisani, nei progetti potrebbe sorgere a cavallo tra Cantalupo nel Sannio e San Massimo, paesi di 756 e 754 abitanti in una zona con 8mila potenziali passeggeri, neonati inclusi. Un secondo progetto, però, collocherebbe un altro scalo a Sepino, 2mila abitanti. Dunque la seconda regione più piccola d’Italia si ritrova non con uno, ma con due progetti di futuribili aeroporti a venti chilometri di distanza. “E pazienza se tutti gli esperti giurano che un aeroporto in Molise è inutile, costoso e pertanto irrealizzabile – scrive Salvaggiulo. “Intanto nascono società ad hoc con presidenti e Cda, si opzionano terreni, si generano incarichi, consulenze, studi di fattibilità per centinaia di migliaia di euro. Da tempo il Molise, a dispetto dei 320mila abitanti, coltiva il sogno di volare in tutto il mondo”.
In effetti, con una stanziamento di 200mila euro di qualche anno fa, è stata partorita la società «Aeroporto di Sepino» con enti locali e consorzio industriale, che ha individuato e vincolato l’area. Nel 2004 la Regione ha rilanciato: l’aeroporto «è indispensabile per contribuire con concretezza alla ripresa economica del Molise». Nel 2006, a ridosso delle elezioni che confermano Iorio governatore, la sua giunta ha stanziato altri 750 mila euro per il progetto definitivo. Oggi la società «Aeroporto di Sepino» risulta ancora «in via di scioglimento».
A Cantalupo nel Sannio e San Massimo stesso copione, con studi di fattibilità e progetti.
«Ma anche questo secondo aeroporto è una follia – protesta Michele Petraroia, consigliere regionale del Pd, secondo cui lo scalo non serve nemmeno ai molisani. «Da Termoli, seconda città della regione, si arriva prima a Pescara, un’ora di autostrada, piuttosto che a Cantalupo. Dunque la parte davvero interessata sarebbe di soli 200 mila abitanti, mentre si tagliano i bus locali e si viaggia su una rete ferroviaria ottocentesca».
Il quotidiano torinese ricorda come il Molise sia la peggiore regione per infrastrutture: solo 36 chilometri di autostrada e 23 di binari doppi elettrificati. Andare in treno da Campobasso a Roma (230 chilometri) richiede lo stesso tempo della tratta Roma-Milano, distanza due volte e mezza superiore. E aggiunge che a sentire i progettisti di Cantalupo, l’aeroporto valorizzerà i prodotti tipici locali, garantirà investimenti stranieri e attirerà passeggeri da Roma e Napoli «grazie alla vicinanza con la stazione ferroviaria di Macchiagodena».
E il parere dell’Enac? «In relazione alla prevista domanda di traffico commerciale, la particolare natura del territorio non lascia prevedere livelli significativi da giustificare l’onerosa realizzazione e gestione di un nuovo aeroporto». E autorizza solo un’aviosuperficie: velivoli da nove posti al massimo e nessun volo di linea.
Cantalupo forse dovrà aspettare un bel po’ per diventare ombelico del mondo.

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