OPINIONI/ Claretto Petacci e il regime in disfacimento



Il Corriere della Sera e altri giornali insinuano che il caso Milanese sia in effetti da rubricare, nel grande calderone che la storia dedica ai regimi in disfacimento, sotto la categoria “Claretto Petacci”. Pero’ ritornano alla mente le parole di Alessandra Mussolini che sottolineava la differenza tra il Ventennio e il Diciassettennio: “Mio nonno non ha mai nominato Ministro la Petacci”. E nemmeno deputata. E tantomeno consigliera politica. Aveva doti di avvenenza che il Duce apprezzava, ma per fruire delle quali non mischiava gli affari di Stato con quelli di letto. E, particolare non irrilevante per le vicende sordide che vengono a galla, era la Petacci ad essere la “mantenuta” in dimore lussuose (dall’altro lato della Nomentana rispetto a Villa Torlonia) con regali costosi. Non viceversa.

(Fabio Scacciavillani)

COMMENTI

Caro Scacciavillani,
la villa fatta costruire da Mussolini per Claretta era sulla Camilluccia. Prima lei abitava in famiglia – e, sì, proprio accanto a villa Torlonia, in via Spallanzani…
Cordialmente, dal curatore dei Diari di Claretta (‘Mussolini segreto’, Bur Rizzoli 2010)


Mauro Suttora (Rcs Rizzoli Corriere della Sera) – Milano

<div class="

Precedente Caritas: autocarro in dono da Cna e aziende molisane Successivo Finalità mafiosa: l'omicidio di Lea Garofalo