Questione rifiuti a Napoli: l’Italia rischia sanzione Ue



ROMA – A causa soprattutto della situazione napoletana, l’Italia corre il serio rischio di incorrere in nuove sanzioni dell’Unione europea per quel che riguarda la questioni dei rifiuti.
“I cittadini di Napoli sono cittadini europei. La Commissione dell’Unione europea intervenga sul governo italiano per sbloccare la crisi dei rifiuti: un caso nel quale la legalità europea è persistentemente violata”. Così si esprimono in una lettera, inviata ai commissari europei all’ambiente, Janez Potocnik, e alla salute John Dalli, tre eurodeputate della commissione petizioni che lo scorso anno si erano recate a Napoli per l’emergenza rifiuti: il presidente del Partito dei Verdi, Monica Frassoni, Judith Merkies (SD) e Margrete Auken (Verdi). Le tre eurodeputate chiedono a Bruxelles “di intervenire nella situazione estremamente difficile creatasi a Napoli a causa dell’impossibilità di smaltire i rifiuti urbani. Invitano la Commissione europea a richiamare il governo italiano sull’urgenza dell’approvazione immediata del decreto sul trasferimento dei rifiuti al di fuori della Provincia di Napoli”. E ancora: “La Commissione europea non deve più accettare ulteriori ritardi nella presentazione ed adozione di un piano di rifiuti serio e sostenibile basato su raccolta differenziata e il riciclaggio, anche al fine di permettere lo sblocco dei fondi europei indisponibili dal 2007, e che potrebbero dare un contributo alla soluzione della crisi dei rifiuti in Campania”.
Nella lettera, Frassoni, Merkies, Auken, sottolineano poi “che i rischi per la salute dei cittadini stanno diventando intollerabili e la vita della città è sempre più difficile”.
Il commissario europero all’Ambiente, Janez Potocnik, ha assicurato: “Sto seguendo da vicino la situazione, e osservando le immagini di Napoli vedo che il problema non è risolto e che la situazione sta addirittura peggiorando”. Il commissario non esclude che si possa “riaprire una procedura d’infrazione”, ma assicura che la commissione è pronta a cooperare con le autorità italiane in ogni modo utile per raggiungere il risultato positivo.
La Corte di Giustizia europea ha già condannato l’Italia in relazione ai gravi rischi alla salute per i cittadini e l’assenza di un piano sostenibile, nel marzo 2010.

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