Teatro di Pietrabbondante (Is): appello alle istituzioni



PIETRABBONDANTE (ISERNIA) – Il Teatro Sannitico del V° Secolo Avanti Cristo è patrimonio storico dell’umanità e rappresenta uno degli esempi architettonici più belli della storia dell’Antico Sannio. Inopinatamente la Regione Molise ha dato mandato all’Avv. Vincenzo Colalillo per far annullare un decreto di vincolo del Ministero dei Beni Culturali del 16 febbraio 2004 e sostenere di fatto le ragioni di un’impresa eolica, domiciliata presso la medesima sede legale, interessata a installare n. 13 pale alte 120 metri che stravolgerebbero irreversibilmente lo stato dei luoghi.
Il TAR del Molise con sentenze n. 186 e n. 290 del 2011 ha accolto i ricorsi della ditta e della Regione annullando i vincoli e autorizzando l’impresa a realizzare manufatti devastanti in un’area di rara bellezza paesaggistica e di inestimabile valenza archeologica.
Ci appelliamo alle Istituzioni locali, regionali e nazionali, perché si eviti uno scempio immane e un atto vandalico di cui dovremmo render conto alle future generazioni per l’insensatezza e l’insipienza. Il solo immaginare la sorpresa dei visitatori e degli studiosi che giungono da tutto il Mondo ci dovrebbe indurre a ricercare altre soluzioni per ristorare il Comune di Pietrabbondante (Isernia) dei 200 mila euro annui che sono il prezzo per rinnegare 2.500 anni di storia patria.
Non nascondiamo i gravi problemi di bilancio in cui versano i piccolissimi comuni italiani delle aree montane e siamo convinti che è un dovere dello Stato, della Regione e della Provincia, promuovere iniziative per alleviare i disagi di quelle popolazioni, assicurare servizi dignitosi e creare opportunità di sviluppo. Ciò che è inaccettabile è che a fronte dei tagli egoistici ed indiscriminati del Ministro Tremonti e in assenza di provvedimenti compensativi regionali o provinciali, si scelga la strada della svendita del proprio territorio in cambio del diritto alla sopravvivenza. Una società che non tutela la propria identità storica mostra la fragilità valoriale di un’epoca dominata da nani, mercanti e veline.

(Michele Petraroia)

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