Isernia: si presenta “Brandelli” di Rolando Giancola



ISERNIA – Sarà presentato a Isernia, presso la Biblioteca Comunale “Michele Romano” (Piazza S. Maria, 5) martedí 24 maggio 2011, alle ore 17,00, il primo libro del giovane Rolando Giancola “Brandelli” (Albatros, Roma, 2010, pagine 78, € 11,50).
Sono previsti interventi di Amerigo Iannacone, Giuseppe Concordia e Gabriele Venditti.
Rolando Giancola è nato a Isernia il 28 ottobre 1987. Diplomato al liceo linguistico V. Cuoco di Isernia, frequenta il III anno di Scienze della comunicazione presso l’Università degli studi del Molise Scrive poesie dall’età di 13 anni, è autore di racconti, monologhi, sketch e testi teatrali. Attautore, nel 2010 pubblica con il gruppo Albatros “Brandelli”, silloge segnalata per merito al concorso “Peter Russell” indetto dall’associazione Le Nuvole.
“Queste poesie hanno una cosa in comune: non hanno niente in comune, nemmeno il fatto di non avere niente in comune”: queste le criptiche – e forse istrioniche – parole con cui Rolando Giancola descrive e ci introduce alla sua prima silloge édita, “Brandelli”. Un gioco sornione che rifiuta la logica, una realtà effimera che ci travolge e coinvolge, oppure solo una illusione abbagliante che vive negli occhi di chi legge: quale tra queste è per l’autore la definizione di poesia? Forse ci risponderebbe “sí, è proprio cosí, se vi pare”, invitandoci quindi a cercare altrove la risposta.
“Brandelli” è, infatti, una raccolta di poesie che potrebbe essere senza dub-bio definita un libro per spiriti liberi, in cui le composizioni, pur mantenendo il proprio ruolo di espressione dell’Io lirico, finiscono talvolta col mascherarsi da aforismi, in un gioco delle parti nel quale il lettore viene coinvolto, alla ricerca di chiarimenti sul senso e sulla motivazione dei componimenti, che si presentano spesso disorganici e quasi contraddittori tra loro. Se infatti l’autore cerca di infondere vita e mordente alle poesie per mezzo del suo vissuto e del suo sentire, è poi compito di chi legge continuare a fornire vigore a quella piccola e fragile meraviglia che è provare un’emozione, qualunque essa sia – scrive nella prefazione Luca Ferretti.

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