Nuovi nove sottosegretari: ecco, uno per uno, chi sono



ROMA – Via libera del Consiglio dei ministri al “rimpastino”, con il placet a nove nuovi sottosegretari. Lo stesso Silvio Berlusconi ha ufficializzato a Palazzo Chigi la lista dei nuovi arrivati nel governo, fornendola nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri. Berlusconi, a quanto raccontano alcuni presenti, ha discusso la lista dei nomi con il leader della Lega Nord Umberto Bossi e il titolare dell’Economia Giulio Tremonti ricevendo da entrambi l’okay alle scelte. Di fatto si è premiato chi ha permesso al governo di andare avanti, superando lo scoglio del voto del 14 dicembre. Ecco i nomi e il ministero di riferimento:
Luca Bellotti (Welfare), 53 anni, veneto di Trecenta, imprenditore, ex consigliere regionale del Veneto dal 1995, quindi assessore regionale fino allo scranno alla Camera nel 2001 con Alleanza Nazionale. Dal luglio 2010 in Futuro e Libertà, da febbraio 2011 nel Pdl.
Giampiero Catone (Ambiente), 55 anni, napoletano, dottore commercialista, viene dalla democrazia cristiana (area Rocco Bottiglione) e dall’Udc. Fa parte del Pdl. E’ commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno e Cavaliere del Santo Sepolcro;
Bruno Cesario (Economia), 45 anni, campano di Portici, ex democristiano passato ai Popolari, poi alla Margherita, vicino alle posizione di Ciriaco De Mita. Nel 2006 viene eletto alla Camera con l’Ulivo e nel 2008 con il Pd. Nel novembre 2009 lascia il Pd e passa all’Alleanza per l’Italia di Rutelli, finendo poi nel Movimento di Responsabilità Nazionale insieme con Domenico Scilipoti e Massimo Calearo.
Antonio Gentile (Economia), 61 anni, calabrese di Cosenza, dirigente, senatore da tre legislature nel centrodestra;
Daniela Melchiorri (Sviluppo), 41 anni, romana, magistrato, ex sottosegretario alla Giustizia con Prodi, risiede a Milano. Viene dalla Margherita, passata poi con Dini, fino al Pdl;
Aurelio Misiti (Infrastrutture), 76 anni, calabrese di Melicucco (dove è stato anche sindaco), ex assessore ai Lavori pubblici in Calabria, ordinario di Ingegneria sanitaria-ambientale presso la facoltà di Ingegneria dell’università “La Sapienza” di Roma, già preside di Ingegneria, viene dalla Cgil ed è stato eletto per due volte nell’Italia dei valori, passando poi con il centrodestra;
Catia Polidori (Sviluppo), 43 anni, umbra di Città di Castello, imprenditrice nel settore costruzioni, eletta nel 2008 nella circoscrizione Veneto 2 con il Pdl, nell’agosto 2010 aderisce in Futuro e Libertà, quindi finisce nel Gruppo Misto (fedele di Silvano Moffa);
Roberto Rosso (Agricoltura), 50 anni, piemontese di Casale Monferrato, ex democristiano (consigliere provinciale a Vercelli), dal 1994 in Forza Italia, deputato dal 1996, ha sfidato Sergio Chiamparino per la poltrona di sindaco di Torino, già sottosegretario al Lavoro nel 2005, passato con Fini nel novembre 2010. rientrato nel Pdl quattro mesi dopo;
Riccardo Villari (Beni Culturali), 55 anni, napoletano, medico, viene dalla Dc (area Vincenzo Scotti), passando poi al Ppi di Rocco Bottiglione (nel 1994), seguendolo poi nei Cristiani Democratici Uniti, quindi nell’Udeur di Mastella, nella Margherita, eletto con l’Ulivo nel 2001 e nel 2006, senatore con il Pd nel 2008, quindi nei Radicali italiani nel 2009, nel Movimento per le autonomia di Lombardo fino al gruppo Coesione Nazionale, di cui è vice presidente, sostenendo Berlusconi.
Inoltre Massimo Calearo, deputato vicentino, ex Pd, è stato nominato consigliere personale del presidente del Consiglio per l’export. Il nuovo incarico, si legge in una nota, “corrisponde alle intenzioni di Calearo, il quale aveva espresso perplessità circa un incarico ministeriale in quanto avrebbe comportato la necessità di abbandonare la presidenza della Calearo Group, la sua azienda di Isola Vicentina. Il premier – commenta Calearo – mi ha affidato un ruolo tecnico al suo fianco che consentisse di mettere la mia esperienza di imprenditore al servizio del Paese e delle imprese, accogliendo la richiesta di non abbandonare la guida della mia azienda. Promozione e tutela giuridica del Made in Italy e internazionalizzazione sono stati i miei cavalli di battaglia da parlamentare e imprenditore. Il brand Italia ha una grande attrattiva per l’estero: la sfida è ottimizzarne a pieno le potenzialità – conclude.

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