OPINIONI/ Il Molise e la cultura



Ciò che un territorio esprime sul piano della creatività scientifica, letteraria, filosofica ed artistica dovrebbe rappresentare per lo stesso una vetrina importante per avvicinare esperti ed amatori.
La regione Molise ha sicuramente una ricchezza culturale notevole che tuttavia non è stata mai sufficientemente pubblicizzata né all’interno e tantomeno fuori, sul piano nazionale ed internazionale.
Gli assessorati alla cultura ed al turismo di livello regionale, provinciale e comunale non hanno mai brillato per iniziative, tranne qualche sporadica e doverosa eccezione di natura strettamente locale.
Se dovessimo elencare le attività significative promosse in tal senso dai vari enti, dovremmo parlare dei contributi e dei patrocini dati a pioggia, a volte senza alcun criterio selettivo di merito, di promozioni e mostre spesso programmate malamente e gestite ancora peggio, come ad esempio quella denominata “Eventi d’autore”, avviata dall’assessorato regionale alla cultura nell’autunno del 2008, o l’altra della provincia di Campobasso, definita “Ti presento un libro”, che si occupa quasi unicamente di autori non molisani.
Talora anche il sostegno economico o il patrocinio delle istituzioni per eventi e prodotti culturali diventano funzionali ad interessi di natura elettoralistica ed allora si finanziano magari opere come monumenti senza alcun valore artistico, volumi inconsistenti, gruppi musicali di scarsissimo valore e perfino sagre e festicciole lontane da ogni seria tradizione gastronomica e adatti talora unicamente alle abbuffate serali estive sul territorio locale.
Perché, ci chiediamo, non affidare tali sostegni degli enti locali a commissioni di esperti capaci di garantire equanimità ed imparzialità, ma anche competenza nell’esame del valore delle opere da sostenere o da patrocinare?
Non ci siamo mai illusi che qualcosa potesse cambiare con la nascita della “Fondazione Molise Cultura” perché ci sono parse chiare fin dall’inizio le ragioni clientelari o, se preferite, da sottobosco politico per le quali essa era nata. In due anni ha brillato per la sola capacità che è quella di saper realizzare il nulla o qualcosa che gli assomiglia. Per verificare la fondatezza delle nostre asserzioni provate a fare una ricerca delle sue attività sul sito della Regione Molise e vedrete che vi leggerete più annunci che attuazioni; a parte, infatti, il solito festival lirico estivo e la mostra “Regioni e testimonianze d’Italia”, allestita a Roma per il 150° dell’Unità d’Italia, davvero non si è prodotto nulla di significativo.
Nella regione, se si esclude qualche rara iniziativa, non riusciamo a costruire niente che sappia affacciarsi almeno a livello nazionale per promuovere in maniera adeguata i prodotti della cultura molisana.
Non abbiamo una casa editrice decente, un’associazione artistica di rilievo, una scuola di arte drammatica, un teatro stabile regionale, un centro studi operante sull’intero territorio e capace di produrre ricerche, di incentivare la lettura, il godimento dell’arte o l’ascolto costante e diffuso della musica.
Gli stessi concorsi letterari o artistici che vengono banditi, pur apprezzabili nell’intento di chi li organizza, rimangono prevalentemente frequentati da autori locali e non riescono ad avere una vetrina almeno nazionale.
Siamo dunque rimasti provinciali nel senso più lato del termine, non perché, secondo noi, non esistono nel Molise dei talenti, ma per la carenza di sistemi in grado di far conoscere in maniera allargata i nostri prodotti culturali.
C’è un modo per farlo?
Noi siamo convinti che esiste e proviamo di seguito a dare taluni suggerimenti che possono indicare la via.
Anzitutto per favore eliminiamo sprechi di denaro pubblico come quello per la “Fondazione Molise Cultura”. Chiudiamola, come andrebbero chiusi altri enti sub regionali inutili, e riportiamo responsabilmente le sue funzioni all’assessorato regionale alla cultura nel quale dovremo finalmente assumere per merito ed attraverso concorsi seriamente svolti dei funzionari capaci di occuparsi con progetti adeguati dello sviluppo culturale nella regione.
Sempre in questa direzione c’è da creare una sinergia tra gli assessorati alla cultura della regione, delle province e dei comuni attraverso una commissione di lavoro interistituzionale.
La via pragmatica possibile ed immediata di un’operosità nuova ci pare possa essere l’organizzazione estiva di una “mostra itinerante dei prodotti culturali del Molise”, che, partendo dalla cittadella dell’economia di Campobasso, sia capace, almeno nei centri più grandi, di offrire ai Molisani ed ai turisti, in più giornate su tutto il territorio regionale, opere letterarie, artistiche, scientifiche e naturalmente proiezioni di natura cinematografica, come esibizioni di gruppi musicali e compagnie teatrali.
È chiaro che dopo un esperimento stagionale di collaudo in regione ci dovrà essere l’impegno a portare tale mostra itinerante in città italiane per aprire alla cultura molisana una finestra di livello nazionale.
Il terzo momento dovrà concretizzarsi a livello internazionale almeno nelle città in cui vivono tanti Molisani ivi emigrati.
Nel sito internet della Regione Molise poi bisogna con urgenza creare un link capace di dare un quadro chiaro dei prodotti culturali locali scelti da apposita commissione che potrebbe essere nominata dal Consiglio Regionale; l’attuale sezione “cultura” delle aree tematiche offre, infatti, prevalentemente la presentazione di qualche evento in corso e non è quindi nella direzione che noi indichiamo.
L’idea, infine, di fare a Campobasso dell’EX GIL il Palazzo della Cultura ci sembra positiva purché l’iniziativa venga gestita in modo trasparente e competente dall’assessorato regionale alla cultura con il reclutamento concorsuale di personale qualificato per l’organizzazione di mostre, eventi e di quant’altro capace di rendere visibile ogni tipo di prodotto culturale.
Il Molise ha espresso grandi talenti in molti settori dell’attività culturale ed alcuni tra essi per realizzare i loro progetti sono dovuti partire per altre regioni o nazioni.
Dare spazio e visibilità a questa ricchezza umana è, secondo noi, un dovere preciso delle istituzioni locali non solo in quanto il patrimonio culturale è il fondamento dell’esistenza della comunità di una regione, ma anche perché garantisce la valorizzazione del territorio a fini turistici con ritorni economici sicuramente importanti per l’occupazione soprattutto giovanile.

(Umberto Berardo)

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