Isernia: a proposito di fruibilità dei beni archeologici



Isernia: a proposito di fruibilità dei beni archeologici

ISERNIA – “Intraprendere azioni per incrementare il turismo in Molise è già di per sé difficile e a maggior ragione quando manca la collaborazione interistituzionale”. A parlare è l’assessore al Turismo della Provincia di Isernia Florindo Di Lucente promotore, insieme al presidente Luigi Mazzuto e al contributo logistico del Presidio turistico, del progetto “Isernia Insieme vacanze per gruppi nelle terre pentre”, un’iniziativa di promozione e di valorizzazione dei beni di interesse storico-archeologico e naturalistico della provincia di Isernia.
Lunedì scorso (4 aprile 2011), un gruppo di quarantatre studenti di un Istituto Agrario di Roma è giunto in Molise per una gita di istruzione. Tra le tappe della mattina, una visita al Castello Pandone di Venafro che, stando a quanto si evince dal sito della Direzione dei Beni Culturali del Molise, il lunedì è chiuso ai visitatori.
Da una verifica effettuata non più di un mese fa dal Presidio turistico di via Berta, però, telefonando direttamente al castello, un funzionario della Sovrintendenza aveva garantito l’apertura del maniero tutti i giorni della settimana solo al mattino e la domenica anche il pomeriggio. Ecco perché al gruppo era stata prospettata la possibilità di visitare il maniero il lunedì mattina. Poco prima che i ragazzi sopraggiungessero al castello, lunedì scorso, la guida ne ha accertato la chiusura al pubblico. Prontamente l’assessore Di Lucente si è prestato per porre un rimedio al fraintendimento generatosi e, attraverso una telefonata, ha richiesto l’apertura straordinaria, anche perché all’interno del maniero risultavano comunque presenti gli addetti al servizio di apertura e di mantenimento del sito.
All’istanza avanzata dall’assessore provinciale, un’operatrice ha dato garanzia che, all’arrivo del gruppo, avrebbe aperto il castello e accolto i giovani visitatori. Cosa che, però, non si è verificata.
I ragazzi, accompagnati dalla loro guida turistica e dai loro docenti, sono rimasti ad attendere invano per alcuni minuti dinanzi all’accesso della fortezza senza che nessuno consentisse loro di entrare. E pensare che il conte Enrico Pandone tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo sarebbe stato, invece, così orgoglioso di mostrare ai suoi ospiti la bellezza dei cavalli ritratti in grandezza naturale sulle pareti del suo castello.
Il Molise, insomma, ha rimediato un’altra figuraccia che si assomma all’impossibilità ormai di visitare nella sua interezza il sito del complesso abbaziale benedettino di Castel San Vincenzo, il cui Abate ha vietato al pubblico l’accesso alla Cripta di Epifanio, riservando, di contro, le chiavi solo ad alcune associazioni accreditate, e a numerosi altri impedimenti burocratici che non giovano affatto allo sviluppo turistico del nostro territorio.
“La Provincia di Isernia – ha inteso precisare Di Lucente – sta lavorando seriamente a questo progetto di promozione del territorio pentro e i primi risultati di tanto impegno si stanno già registrando, sollecitandoci a perseverare in questa direzione. Ma sono tanti gli ostacoli che si frappongono al nostro cammino. È inconcepibile che non vi sia una sinergia tra tutte le forze attive in questo settore sul nostro territorio. Bisognerebbe che tutti fossimo più disponibili e che ci adoperassimo per lanciare le nostre bellezze che rappresentano un reale e significativo volano per lo sviluppo del nostro territorio”.

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