Libici e tunisini: in 300 nel Molise



CAMPOBASSO – Sono duecento i profughi tunisini e libici accolti dalla Regione Molise e sistemati presso il campo base della Protezione civile a Campochiaro, in provincia di Campobasso, inaugurato ad ottobre 2008. Dovrebbero a breve diventare trecento. Sono arrivati a bordo di un traghetto attraccato al porto di Civitavecchia, poi trasferiti in Molise. Si trovano ora in una tendopoli attrezzata da Protezione civile del Molise e Vigili del fuoco, con il coordinamento della prefettura di Campobasso, composta da due strutture di 450 metri quadrati, con servizi igienici e una postazione sanitaria. Le tende sono in tutto trenta.
La struttura è collocata strategicamente al centro della regione ed è fornita di strumentazione di ultima generazione per monitorare il territorio, intervenire in caso di eventi calamitosi e gestire al meglio le possibili emergenze.
I libici sono richiedenti asilo, status che permette loro di ottenere un permesso di soggiorno di sei mesi e l’opportunità di muoversi liberamente nel territorio. Gli altri, quasi tutti tunisini, per la legge sono clandestini, quindi vengono identificati, schedati e controllati.
Il campo sarà dotato al più presto di una recinzione alta più di tre metri e nessun immigrato non in regola potrà uscire senza permesso. Il controllo sarà affidato alle forze dell’ordine insieme ai vigili del fuoco.
“La Protezione civile del Molise è pronta ad intervenire e resta a disposizione della Prefettura – ha dichiarato il responsabile Giuseppe Giarrusso. “I rifugiati saranno ospitati per un breve periodo per poi trovare destinazione in varie abitazioni messe a disposizioni dai sindaci. Abbiamo delle preoccupazioni, invece, per quanto riguarda la gestione degli altri immigrati, quelli cioè che non possono essere considerati rifugiati. Si tratta di clandestini e la legge prevede il rimpatrio”.
I profughi sono stati rifocillati dai volontari dell’associazione “Conneting people” e sottoposti alle visite mediche. Possono accedere all’interno del campo soltanto persone autorizzate. Nei prossimi giorni si conoscerà la loro sorte.
“Bisogna abituarsi a queste emergenze – ha detto il presidente della Regione, Michele Iorio – dobbiamo anche capire per quanto tempo e come organizzare l’ospitalità”.
“Bisognerebbe creare una legislazione di emergenza – ha evidenziato l’arcivescovo di Campobasso, Giancarlo Bregantini – per concedere loro un permesso di soggiorno straordinario. Bisognerebbe rivedere la legge sul lavoro e dobbiamo essere tutti uniti perché nessuno ha le soluzioni facili. Creare dei luoghi di accoglienza nei piccoli paesi rurali per ridistribuire piccoli gruppi di immigrati. Ripopolerebbero i nostri paesi come è accaduto nel 1500-1600. Potrebbe essere la linea vincente – ha concluso l’arcivescovo – ed è l’unica soluzione che vedo”.

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