Omaggio al mondo sufi il 30 giugno alla Sala 1



ROMA – Giovedì 30 giugno, dalle ore 20, presso la Sala Uno di piazza San Giovanni (di fronte alla basilica) va in scena l’Ensemble Navà. Musica, video, poesia e danza sufi con
Pejman Tadayon, Reza Mohsenipoor, Hamid Mohsenipoor, Martina Pelosi, Paolo Madugno e Paola Stella
L’evento di musica, video, poesia e danza sufi fa parte del progetto multidisciplinare e multiculturale “Desidero ergo sum”, nato intorno alla riflessione sui temi dell’identità e della rivalutazione delle radici corporee del pensiero, in rapporto sia al radicamento del pensiero stesso nella struttura spaziale del corpo, sia all’interazione che quest’ultimo stabilisce con il mondo esterno all’interno delle diverse culture.
In particolare, secondo la tradizione derviscia, il corpo della danzatrice, seguendo la musica, si avvita attorno al perno di un piede e gira vorticosamente attorno al proprio cuore. Il suo pensiero in questo modo si ritrae dall’esterno e si assorbe tra le membra in movimento.
La rotazione su un unico asse crea il luogo di un incontro estatico. Durante la danza la mano destra, aperta verso il Cielo, riceve la ‘corrente d’amore’ e la sinistra, aperta verso la terra, ritrasmette la corrente a tutto il Creato. Lo scopo della danza (dhikr) è infatti generare uno stato di estasi rituale e accelerare il contatto tra la mente individuale e quella Cosmica.
Ma se il corpo si ferma improvvisamente, come sperimentò Gurdjieff, la mente si trova spaesata e vive uno shock, perché improvvisamente non ha più connessione col corpo immobilizzato. Corpo e mente funzionano in cooperazione e si muovono insieme.
Scopo dell’iniziativa è dare rappresentazione del legame che unisce mente e corpo in un doppio filo sul quale corre il pensiero e si stratificano la storia e la cultura umane, attraverso l’interpretazione che è stata da secoli codificata dalla cultura Iraniana, rielaborata nella contemporaneità grazie all’utilizzo di varie discipline artistiche.
Nel progetto concepito dall’Ensemble Navà con la danzatrice professionista Paola Stella, la musica tradizionale persiana infatti si muoverà sincronicamente alla poesia, rigorosamente in lingua farsi, e alla danza sufi per illustrare questo rapporto, riproposto nel video realizzato per l’occasione da Pejman Tadayon, leader dei Navà, che farà da “quinta mobile” al concerto. Il video illustrerà l’analogia esistente tra il gesto delle mani della danzatrice e il “tocco” dato dal musicista sul proprio strumento, riproponendo la circolarità tipica della danza sufi.L’Iran è un Paese in profonda trasformazione; l’arte, così come tutta la comunità degli artisti persiani, è sensibile alle trasformazioni sociali interne che stanno suscitando l’attenzione dell’intera comunità internazionale.
Navà Ensemble, unica formazione in Italia che si occupa di musica classica e tradizionale persiana, formata quasi interamente da musicisti iraniani, esprime appieno questi cambiamenti. Attraverso l’immaterialità di suoni generati da antichi strumenti e dalla lingua persiana, concentrando la ricerca sul repertorio del tasnif (brevi poemi musicati), il gruppo realizza nuove composizioni dialetticamente in bilico tra passato e presente.I componenti del gruppo:
Pejman Tadayon: voce, bamtar, setar, oud
Reza Mohsenipoor: tar, bamtar
Hamid Mohsenipoor: tombak
Martina Pelosi: voce
Paolo Modugno: daf, dayereh, dohol
Danza:
Paola Stella
Sala 1- Centro Internazionale d’Arte Contemporanea
Complesso Monumentale della Scala Santa – Padri Passionisti
Piazza di Porta San Giovanni 10 – 00185 Roma
tel. + 39 067008691
[email protected]
www.salauno.com
Il progetto è promosso dall’associazione culturale “Malirò”, realizzato con il contributo della Provincia di Roma, www.associazionemaliro.it.

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