Elezioni, Provincia di Campobasso: sinistra spaccata, destra favorita



CAMPOBASSO – La sinistra continua a farsi male da sola, prendendo in prestito una celebre uscita di Nanni Moretti. Succede di nuovo anche in Molise, dopo l’esperienza elettorale per il Comune di Termoli e per quello di Montenero di Bisaccia. In entrambi i casi, con una sinistra spaccata, sono state consegnate le due cittadine adriatiche nelle mani del centrodestra.
La spaccatura si rinnova per la Provincia di Campobasso, praticamente l’ultimo feudo molisano in mano al centrosinistra. Qui si voterà il prossimo 15 maggio. La divisione più netta, in questa campagna elettorale, è quella tra Italia dei valori e Partito democratico.
L’Idv, a quanto si sa, prima ha rifiutato le primarie proposte dal Partito democratico e, poi, ha candidato il suo coordinatore regionale Pierpaolo Nagni, già consigliere a Campobasso, alla presidenza. Ma l’Idv è stato al centro di un paio di vicende clamorose negli ultimi tempi: la fuoriuscita di numerosi amministratori locali, tra cui l’ex pupillo di Di Pietro, il giovane consigliere regionale Massimo Romano; poi l’acquisizione nelle proprie fila del presidente uscente della Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, ma solo per un breve periodo, perché di recente è stato estromesso dal burrascoso partito.
Il Pd punta su una candidata che potrebbe polarizzare non pochi voti: si tratta del sindaco di Riccia, Micaela Fanelli. A sostenerla ci sono Pd, Sinistra ecologia e libertà e ciò che resta dei Socialisti
Su questa candidatura Di Pietro è stato molto polemico, rivelando un retroscena: secondo l’ex pm la Fanelli sarebbe andata nella sua masseria molisana chiedendogli di “candidarla al vertice della Provincia con il sostegno di una strana alleanza composta dall’Idv e dal Terzo Polo, contro i partiti di Sinistra che oggi la sostengono”. Racconta ancora Di Pietro: “Dissi subito di no, perché sono un convinto assertore del sistema bipolare e perché non intendevo rompere l’alleanza con il centrosinistra”.
Di fatto, però, la coalizione è frantumata e non si esclude la presenza anche di qualche outsider nel centrosinistra, forse lo stesso Giuseppe Astore per gli autoconvocati o lo stesso Nicola D’Ascanio.
Di fronte a tale quadro, anche la Provincia di Campobasso – così come successo l’anno scorso con il Comune – potrebbe finire dal centrosinistra al centrodestra. Addirittura già al primo turno, considerato che il candidato unico di Pdl e altre numerose liste è Rosario De Matteis, già assessore regionale al Turismo.

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