Roma, “Libri come” all’Auditorium: Mazzantini, Piperno e i libri Voland



ROMA – Un libro non nasce per caso. Dietro a ogni pagina ci sono il talento di uno scrittore, il lavoro di un editore, la passione di un lettore. E non solo. Come dimenticare la creatività dei responsabili della promozione, la competenza dei librai, l’impegno divulgativo dei bibliotecari? A tutte queste figure che orbitano attorno al mondo dell’editoria, è dedicata “Libri come”, la grande festa del libro e della lettura in programma dal primo al 10 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Un appuntamento nato lo scorso anno da un’idea di Marino Sinibaldi, promosso e organizzato dalla Fondazione Musica per Roma, che si ripropone al panorama delle fiere e degli eventi letterari italiani e internazionali con una modalità originale. Partendo innanzitutto da un radicale spostamento del punto d’osservazione sull’editoria: l’obiettivo non viene più puntato sul cosa, ma sul come. Per una volta, non si cerca di rispondere alla domanda tradizionale “Che cosa è un libro?”, preferendo sostituirla con un più ampio ventaglio di quesiti: “Come viene scritto, stampato, pubblicato, venduto e letto un libro?”.
A rispondere sono gli ospiti della festa, a cominciare dagli autori che svelano al pubblico i segreti del loro mestiere: l’ispirazione, le tecniche di scrittura, quelle piccole abitudini quotidiane su cui spesso si fonda un libro di successo.
Lo sguardo di “Libri Come” non si ferma però alle stelle più luminose e visibili del mondo della letteratura, gli scrittori. L’Auditorium si offre come punto d’incontro e di riflessione per tutti i protagonisti della filiera dei libri, attraverso un articolato calendario di tavole rotonde che puntano a fare un po’ di luce su un mondo di solito confinato dietro le quinte.
Margaret Mazzantini, Alessandro Piperno e Sandro Veronesi sono tra i protagonisti dell’evento di quest’anno.
Margaret Mazzantini in conversazione con Emanuele Trevi è prevista per sabato 2 aprile dalle ore 19 (Sala Sinopoli). Scrivere per un’autrice come Margaret Mazzantini significa confrontarsi con il femminile, con le relazioni sentimentali e familiari, con l’osservazione del quotidiano. Nei suoi libri – in quelli di grande successo come “Non ti muovere” e “Venuto al mondo”, ma anche nell’ultimo romanzo da poco in libreria, “Nessuno si salva da solo” – è sempre attenta al dettaglio, a tratteggiare i personaggi, a soffermarsi sulla violenza, sulla mancanza e sul dolore, che si tratti di qualcosa che capita a tutti, come l’inizio o la fine di un amore, o di qualcosa che capita lontano, come la guerra nei Balcani, mai vissuta in prima persona eppure raccontata con tanta feroce precisione. La Mazzantini è la moglie dell’attore Sergio Castellitto, romano di origini molisane.
Alessandro Piperno e Sandro Veronesi dialogheranno sempre sabato 2 aprile, ma dalle ore 21 (Sala Sinopoli).
Una piccola e tranquilla comunità di montagna, da un lato, un’opulenta e bellissima famiglia, dall’altro. Poi qualcosa all’improvviso irrompe in entrambi gli universi, qualcosa che, per mettere insieme a dialogare gli autori di questi due romanzi, abbiamo chiamato il male, sia pure con differenti sembianze. Nulla sarà come prima e i due narratori ci portano in giro per cercare di capire: come è potuto accadere? “Non esiste un solo angolo nell’universo dove un essere umano, questa boriosa e ridicola entità, possa dirsi al sicuro”, sono parole da “Persecuzione” di Alessandro Piperno ma potrebbero sicuramente valere anche per “XY” di Sandro Veronesi.
I due ultimi libri di questi autori, molto attesi dopo un silenzio per entrambi durato cinque anni, saranno al centro di questo dialogo sulla scrittura e sulle domande e sulle risposte che ci può fornire la letteratura nello scorrere della nostra vita quotidiana. Due autori che anche nelle modalità di presentazione dei loro romanzi hanno scelto vie non tradizionali, il dittico illustrato da Piperno, l’uso del genere e il lancio attraverso un sito di Veronesi.
Sempre sabato 2 aprile, ma alle ore 15, la sezione “Garage” officina 1 ospita la presentazione del romanzo “Senza passare per Baghdad”. Antonio Perri incontra l’autore Luigi Farrauto
“Oggi è il 3 aprile 2010. Nell’ultima settimana ho timbrato cinque volte il mio passaporto nuovo; ho percorso migliaia di chilometri di ferrovie e asfalto, ho dormito in tane di topi o con la schiena ricurva su svariate cuccette e sedili in pelle appiccicosi; ho comprato biglietti e cibo con tolar sloveni, dinari serbi, lev bulgari, lire turche e sterline siriane. Ho aspettato l’arrivo per giorni e notti che non finivano mai. L’ho desiderato”.
Il volume racconta la storia di Alex e Jari. Sono amici dall’infanzia e condividono la passione per la fotografia. Ma sono diversi come il bianco e il nero, che entrambi amano.
Alex presta le sue mani per servizi fotografici pubblicitari. Non sopporta l’imprevisto, odia viaggiare e adora la sua città, Milano, e le atmosfere nebbiose. Jari invece è un fotoreporter, gira il mondo con entusiasmo, si nutre di scatti e di colori vivi. Spesso lontani, si raccontano le loro vite spedendosi le fotografie più riuscite. Ma le scelte possono cambiare, e Damasco e la sua Medina sono a portata di mano.
L’autore, nato nel 1981, studia graphic design al Politecnico di Milano. Ha lavorato presso il Bureau Mijksenaar di Amsterdam, dedicandosi al wayfinding. Ha contribuito alla realizzazione di progetti di segnaletica e information design per gli aeroporti di Abu Dhabi, Amsterdam e Doha. I suoi lavori sono stati pubblicati in svariate riviste in Italia, Siria, Sud Africa e Cina. “Senza passare per Baghdad è il suo primo romanzo”.
Chiudiamo con un altro appuntamento. Domenica 3 aprile, alle ore 17, sezione “Garage” officina 3: “Guida alla Parigi ribelle”, John Vignola intervista l’autore Ramón Chao.
“Una mappa della capitale francese sicuramente originale, con testi tanto accurati quanto intriganti” ha scritto Paola Santoro sul quotidiano “La Repubblica” presentando questo libro delle edizioni Voland, dove personaggi e epoche si mescolano e si confondono, sbalzando il viaggiatore urbano dal medioevo al Novecento, in un gioco che ha come unica regola la capacità di orientarsi tra le linee del Metro e sulla mappa di Parigi, come ha scritto Luciano Del Sette su “Alias”.
Parigi è da sempre teatro di manifestazioni popolari, di insurrezioni e di sommosse collettive: la rivoluzione del 1830, quella del 1848, la Comune, i grandi scioperi del Fronte popolare del 1936, la Liberazione nel 1944, le proteste studentesche del maggio ’68, fino alle rivolte delle periferie nel 2005.
Strada per strada, edificio per edificio, arrondissement per arrondissement, gli autori tracciano una vera e propria mappa dei luoghi dove hanno vissuto e agito rivoluzionari, scrittori, artisti ribelli. Da Bakunin a Hemingway, da Simon Bolívar a Ho Chi Minh, da Marx a Louise Michel, e poi George Sand, la banda Bonnot, la Bella Otero, Guy Debord, il subcomandante Marcos, Picasso, Lenin, Chopin, tutti questi e mille altri hanno tratto alimento dalla città delle rivoluzioni e del libero pensiero.
Ramón Chao è scrittore e giornalista, ha collaborato con “Le Monde” e “Le Monde diplomatique”. Fortemente impegnato sul fronte politico, oggi è corrispondente a Parigi della radio argentina “La Colifata”. È appunto autore, insieme a Ignacio Ramonet, della “Guida alla Parigi ribelle”.

(Giampiero Castellotti)

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