Jelsi (Cb): domenica di scena la musica dei cantastorie



JELSI (CAMPOBASSO) – Domenica 27 marzo, dalle ore 20.30, presso la sala consiliare del Comune di Jelsi, in piazza Umberto I, avrà luogo un affascinate viaggio musicale nel repertorio dei cantastorie jelsesi e della musica dialettale molisana, una tradizione ricca e ancora attuale che parte dai poeti contadini.
Lo spettacolo, proposto dall’associazione culturale “San Amanzio”, rappresenta il seguito ideale dell’omonimo evento andato in scena a Riccia il 29 dicembre 2010, in quell’occasione con il contributo di Antonio Fanelli (ricercatore presso l’Istituto Ernesto de Martino)
Si tratta di un viaggio musicale attraverso il repertorio dei cantastorie jelsesi e della musica dialettale molisana, con al centro le figure di Domenico Petruccioli e Luigi Bifolchi, riviste e riadattate dalla sensibilità artistica di un musicista come Giuseppe “Spedino” Moffa. L’intento è quello di riscoprire, o cercare di riappropriarsi, di una modalità di espressione della cultura popolare che, nonostante i cambiamenti che sono avvenuti a riguardo in questi ultimi decenni, riesce ancora in qualche modo a rappresentare le nostre comunità, il nostro approccio all’esperienza quotidiana: più che un tentativo nostalgico di riproposizione acritica, l’evento “Storie di Cantastorie” è l’occasione di conoscere cosa ci ha preceduto e con quale spirito (in questo caso “artistico”) ha affrontato la quotidianità e l’esistenza.
Lo spettacolo sarà caratterizzato dall’alternanza tra una la parte audio-visiva ed una propriamente musicale, durante la quale “Spedino” offrirà la propria interpretazione e rilettura di una tradizione culturale, per alcuni versi, ancora pulsante. Non mancheranno, inoltre, accenni a realtà limitrofe, con la riproposizione del repertorio di alcuni cantastorie di Riccia e di Gambatesa.
L’evento, organizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale, si terrà domenica 27 marzo, presso la Sala consiliare del Comune di Jelsi ma sarà anche allestito un maxi-schermo in piazza Umberto I, un modo questo di poter fruire lo spettacolo in una dimensione nuova ed ancora più partecipativa.

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