Federalismo: via libera al decreto su fisco regionale



ROMA – Via libera dalla commissione bicamerale per il federalismo fiscale al decreto attuativo sul fisco di Regioni e Province. Quindici i voti a favore (Pdl, Lega e Svp), dieci gli astenuti (il Pd). Quattro i voti contrari: i due rappresentanti dell’Udc Gianluca Galletti e Giampiero D’Alia, quello di Fli Mario Baldassarri e il dipietrista Felice Belisario. Non ha votato la rappresentante dell’Api Linda Lanzillotta, che ha dovuto lasciare la Bicamerale per impegni sopraggiunti, ma ha ribadito la sua posizione contraria al decreto.
La “Bicameralina” di La Loggia ha anche accolto l’emendamento delle Regioni che prevede il reintegro di 425 milioni per il trasporto pubblico locale nonché la manovrabilità delle addizionali dal 2013 e non più dal 2011 (l’aumento non potrà essere superiore allo 0,5% per il 2013, all’1,1% per il 2014 e al 2,1% per il 2015, mentre resta ferma allo 0,5% la maggiorazione per i redditi del primo scaglione Irpef, quelli fino a 15mila euro). Le Province potranno aumentare o diminuire da subito di 3,5 punti l’imposta su Rc auto.
La Bicamerale per il federalismo fiscale ha anche accolto gli emendamenti del Pd sulla clausola di salvaguardia contro i tagli alle Regioni, da qui l’astensione del Partito democratico nella votazione finale sul decreto. Ciò ha evitato il pareggio, avvenuto per il federalismo municipale con la maggioranza costretta poi ai tempi supplementari davanti alle Camere.
Spiega il capogruppo del Pd, Dario Franceschini: “Un ottimo lavoro di squadra nel Pd ha portato a un sostanziale miglioramento del testo e al nostro conseguente voto di astensione”.
Sul fisco regionale c’era già stato, poche ore prima, il “placet” della Conferenza delle Regioni, convocata dal presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani. La Conferenza delle Regioni aveva tra l’altro recepito la proposta del presidente della Regione Molise, Michele Iorio, che prevede l’inserimento, nel decreto sul federalismo fiscale, di una specifica norma che statuisce, nell’ambito di un sistema perequativo, un particolare regime di assegnazione di risorse alle piccole Regioni, per garantire la fornitura dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Le Regioni hanno condiviso e sostenuto l’opportunità di chiedere al governo di reintrodurre un meccanismo premiale per il calcolo dei costi standard e del fabbisogno sanitario.

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