Accademia Nazionale di Santa Cecilia: I Canti che hanno fatto l’Italia



ROMA – Venerdì 1 luglio 2011 presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia va in scena “I Canti che hanno fatto l’Italia dall’Indipendenza, all’Unità fino alla Grande Guerra”.
I canti che hanno fatto l’Italia, così recita il titolo di una serata che non solo evoca suggestioni patriottiche nell’aurea delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma racchiude una serie di valenze che dalla Storia arrivano alla Musica, dalla Musica arrivano alla spettacolarità di una grande festa.
Preghiera dal rossiniano Mosè, Donna Caritea di Mercadante, Addio mia bella addio, La bella Gigogin, Inno di Garibaldi, Totonno, O Surdato ‘nnammurato, Quel mazzolin di fiori, l’Inno di Mameli, questi sono solo alcuni dei titoli dei canti che il 1° luglio risuoneranno nella Cavea, interpretati da una formazione di circa 250 musicisti: Orchestra, Coro e Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia accompagnati dalla Fanfara dell’Associazione Nazionale dei Bersaglieri tutti diretti da Carlo Rizzari. Traghettatore della serata sarà Michele Mirabella, noto e garbato volto televisivo.
Ma non si tratta di “semplici canti”. La forte valenza musicale del concerto sta nel fatto che negli anni ’60 Raffaele Gervasio, compositore pugliese, allievo tra gli altri di Respighi e conosciuto soprattutto come l’autore della sigla del Carosello televisivo, ne fece una trascrizione dotta e trascinante, tramutata poi in un disco di grande successo che, rimasterizzato in digitale nel febbraio 2011, è entrato per tre settimane nella classifica delle top 30 compilation. Nel disco prestarono la loro voce cantanti del calibro di Mario Del Monaco, Giulio Fioravanti, Nicola Rossi Lemeni, Angelica Tuccari, Virginia Zeani diretti da Franco Ferrara.
“La rilettura di Gervasio dei Canti Risorgimentali – ci racconta Carlo Rizzari – si caratterizza per un’orchestrazione brillante, evocativa, a volte virtuosistica di cui si coglie inevitabilmente l’estrazione colta, raffinata, legata alla più significativa musica d’arte precedente. I temi, pur chiaramente riconoscibili, vengono utilizzati in maniera contrappuntistica; la fantasia armonica di Gervasio arricchisce la trama sonora e, attraverso un sapiente uso della politonalità, crea effetti espressivi molto suggestivi”.
Il programma del concerto segue la scansione cronologica degli eventi storici (Prima del ’48, La Prima Guerra d’Indipendenza, La seconda Guerra d’Indipendenza, I Mille, Roma Capitale, Dopo il ’70, La Grande Guerra) e i canti sono uniti in brevi suites intervallate dai commenti a sfondo storico e aneddotico.
“La passione e l’energia ritmica di certi cori, particolarmente quelli legati agli inizi delle lotte risorgimentali – continua il bravo direttore siciliano – chiarisce il forte legame dei canti di origine popolare con le prime opere verdiane. Pertanto si ascolterà un concerto ricco di contrasti dove dalla gioiosa vivacità delle marce si passa alla dolce malinconia dei cori degli alpini, riccamente armonizzati: gli effetti realistici della guerra sono raccontati dalla sapienza di Gervasio anche con l’uso di strumenti particolari, quali le Onde Martenot nonché da una ricca serie di percussioni. Gervasio raggiunge così un risultato musicale di altissimo spessore che valorizza anche il ricco patrimonio di musica popolare legato alla storia dell’Unità d’Italia: quello stesso risultato che in quegli anni raggiungeva un grande della musica cinematografica d’autore, Nino Rota”.
Programma
Dall’Indipendenza all’Unità
Prima del ‘48
Introduzione (Mosè in Egitto di Rossini – Chi per la Patria muor da “Caritea Regina di Spagna” di Mercadante – Marcia Reale)
La Prima Guerra d’Indipendenza
Invito alle Armi (O giovani ardenti – Invito all’ armi – Ai Lombardi)
Addio mia bella addio (Addio del volontario – “Suoni la tromba e intrepido io pugnerò” da I puritani di Bellini)
Il Tricolore (I tre colori – La bandiera tricolore)
Inno di Mameli (Il canto degli italiani)
La Seconda Guerra d’Indipendenza – I Mille
La Bella Gigogin (Daghela avanti un passo)
Inno di Garibaldi
Roma Capitale
I Bersaglieri (Marcia – Flick Flock – La Corsa – Variazioni per tromba sul tema “Flick Flock)
Dopo il ‘70
Il Varietà (Totonno se ne va – E’ Bersagliere – Flick – Flock ‘O Surdato ‘nnammurato)
La Grande Guerra
Quel lungo treno che andava al confine (La Tradotta – La rivista del corredo – Quel mazzolin di fiori – Monte Canino)
Ta Pum (Ta-pum – Bombardano Cortina)
Preghiera di Pace (L’è ben ver che mi slontani – A plan cale il soreli – Ai preat la biele stele)
Montenero (E Cadorna manda a dire – Montenero)
Stellette in retrovia (miscellanea di canti)
Sul Grappa (La canzone del Grappa – E tu Austria)
La Leggenda del Piave
La Campana di S. Giusto
Quando: venerdì 1 luglio 2011.
Dove: Auditorium Parco della Musica – Cavea, largo Luciano Berio 3
Orario: ore 21.
Per informazioni: www.santacecilia.it.

<div class="

Precedente Fanelli, sindaco di Riccia (Cb), candidato alla Provincia di Campobasso Successivo Roma, archivio di Stato: "Qui ora" di Gianni Dessì