Situazione scolastica: il rapporto di Legambiente



ROMA – In Italia, un edificio scolastico su tre ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione, oltre la metà dei 42mila esistenti è in aree a rischio sismico, soltanto il 58% ha il certificato di collaudo statico, il 45% è sprovvisto di strutture dedicate allo sport. 
Sono alcuni dati del rapporto annuale di Legambiente su “Ecosistema scuola 2011” presentato a Lucca.
I parametri della ricerca tengono conto della situazione anagrafica degli edifici (anno di realizzazione, destinazione d’uso originaria, presenza di spazi per le attività sportive e di aree verdi, necessità d’interventi di manutenzione, investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, certificazioni, elementi strutturali), dei servizi (scuolabus, pedibus, pasti biologici nelle mense scolastiche, raccolta differenziata, fonti d’illuminazione) e delle situazioni di rischio (fonti d’inquinamento interno, come amianto e radon, ed esterno (atmosferico, elettromagnetico, acustico, pericolo incendi ed esplosioni) e relativi monitoraggi.
Lo studio fa emergere le difficoltà delle amministrazioni locali nella gestione di un patrimonio edilizio vecchio, costruito nel 65% dei casi prima del 1974, prima delle norme per le costruzioni in aree sismiche (soltanto il 10,14% è costruito secondo criteri antisismici). Soltanto il 7,12% degli edifici sono stati costruiti negli ultimi vent’anni e quelli realizzati secondo criteri dibioedilizia sono solo lo 0,39%.
Abituale la forbice tra nord e sud: il 52% degli edifici al Sud, e circa il 53% nelle Isole, pur essendo relativamente giovani, necessitano di interventi di manutenzione urgenti, contro il 26% del Nord e del Centro. Tra i Comuni che investono in manutenzione straordinaria, 8 su 10 sono del nord, 1 del centro e 1 delle isole; per quella ordinaria sono 7 i Comuni del nord, 2 del centro e 1 delle isole.
Il 18% dei Comuni non fa monitoraggio sull’amianto, e solo il 30% lo fa sul radon.
Passando ai dati legati ai servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche e alle pratiche ecocompatibili, dobbiamo registrare un positivo incremento delle mense scolastiche in cui vengono serviti pasti interamente biologici (8,66%) e comunque una media di 53,96% di prodotti biologici presenti nei pasti. Preoccupa invece il calo delle mense che dispongono della cucina interna solo il 23,07% mentre cresce il dato sull’acqua di rubinetto servita nelle mense.
Calano gli edifici che usufruiscono del servizio di scuolabus (32,70%). Negativo anche il dato sugli edifici con giardini o aree verdi fruibili e quello sulla presenza dipalestre o spazi per lo sport che presenta da diversi anni un costante dato in calo.
Se la raccolta differenziata presenta un trend negativo, sul fronte dell’efficienza e del risparmioenergetico vengono invece fatti dei passi in avanti. In crescita sia il dato sulla presenza di fonti d’illuminazione a basso consumo nelle scuole chequello sulle energie rinnovabili, presenti nell’8,24% degli edifici scolastici: il dato presenta una significativa differenza percentuale a livello regionale con dati di eccellenza in Puglia, Toscana e Abruzzo e dati poco incoraggianti dal Molise, Sardegna, Umbria e Campania.
Sul fronte delle regioni sono il Piemonte, la Toscana e l’Emilia-Romagna con le loro città a collocarsi al top per la qualità dei servizi e dell’edilizia scolastica.
Anche quest’anno ad aprire la graduatoria dei Comuni capoluogo di provincia è Prato (1°), confermate tra le prime dieci anche Trento (2°), Parma (3°), Biella (5°), mentre entrano nella top ten, Siena (4°), Alessandria (6°), Reggio Emilia (7°) e Frosinone (8°) e Terni (9°) Verbania (10°). Campobasso è in 59° posizione, Isernia non è stata inserita (così come Roma) in quanto ha fornito meno del 50% dei dati richiesti.
Prato si conferma quindi in cima alla graduatoria grazie a dati di eccellenza legati al possesso da parte di tutti gli edifici scolastici delle certificazioni di idoneità statica, agibilità, igiene, accessibilità oltre a impianti elettrici a norma. Un’attenzione costante alla sicurezza e alla qualità degli edifici che fa dichiarare al comune toscano non necessari interventi di manutenzione straordinaria urgenti. Ben il 97% degli edifici dispongono di giardini o di aree verdi, mentre il 78% di palestre o aree per lo sport. In tutte le scuole viene praticata la raccolta differenziata di tutti i materiali, ed il Comune ha attivato un servizio di pedibus che vede per il momento coinvolte 2 scuole, nelle mense scolastiche vengono serviti pasti parzialmente biologici e acqua di rubinetto. Sono 3 gli edifici costruiti secondo criteri di bioedilizia e 16 secondo criteri antisismici, mentre ben 47 edifici su 91 sono dotati di impianti di energia rinnovabile (solare termico, fotovoltaico e sonde geotermiche).
Fra gli altri comuni che ricoprono la parte alta della classifica sono da segnalare per iniziative peculiari che interessano gran parte delle scuole, al nord, Trento, che si distingue per il possesso per tutti gli edifici delle certificazioni che attengono la sicurezza, l’igiene e l’impiantistica. Sono ben 20 gli edifici scolastici su 58 a cui è rivolto il servizio di pedibus con un coinvolgimento di più di 4.000 ragazzi, mentre in tutte le scuole viene praticata la raccolta differenziata di tutti i materiali.
Al centro, Frosinone (ottavo posto), che oltre a garantire il servizio di scuolabus a tutti gli edifici, si caratterizza per la somministrazione nelle mense scolastiche di pasti interamente biologici.
“Quest’anno i dati sulla situazione delle scuole del Lazio sono molto frammentati, Roma e Viterbo non riescono nemmeno a fornire quelli necessari per valutare il lavoro fatto, è un fatto grave che denota un’assenza di controllo su temi fondamentali per la vita dei cittadini – commenta il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati – Nel contesto dei capoluoghi analizzati la situazione rimane piuttosto critica, un edificio su quattro continua ad aver bisogno di interventi urgenti di manutenzione ma gli investimenti sono ridotti”.

<div class="

Precedente Roma, convegno sul cibo: si parlerà anche di Molise Successivo Roma, "Requem Terrae", mostra di Inés Fontenla