Termoli: polemiche per il progetto di un parcheggio multipiano



TERMOLI (CAMPOBASSO) – Non un modello di città sostenibile, libera dal traffico, meno inquinata, attrezzata per l’uso di mezzi ad impatto ambientale zero (come le biciclette), quindi ideale per un turismo di nicchia. Termoli progetta il suo futuro, invece, tramite un parcheggio multipiano di tre livelli, quattrocento posti auto in totale, che dovrebbe sorgere nella storica piazza Sant’Antonio secondo un piano che affonda le proprie radici nel 2004, anno di avvio dell’iter. Il condizionale sulla realizzazione è però d’obbligo perché nulla è ancora definitivo. Tuttavia il megaprogetto da oltre 21 milioni di euro è sul tappeto. Una cifra enorme che, sostengono con avvedutezza gli oppositori, potrebbe invece essere investita in altro modo, trasformando la cittadina adriatica in un “gioiellino” sostenibile, dove trascorrere vacanze immersi in una qualità della vita a 360 gradi.
Invece il megaprogetto prevede non solo cemento e cantieri, ma persino un tunnel che dovrebbe perforare via Roma, la strada su cui si affaccia il Castello federiciano e l’intero Borgo Vecchio per congiungere il porto di Termoli ed il lungomare nord tramite una sorta di autostrada motorizzata.
I progetti sono stati annunciati nel corso di una conferenza stampa, cui ha preso parte il sindaco di Termoli, Antonio Di Brino, centrodestra. Facendo capire che il megaprogetto già sta producendo problemi (ancor prima di essere attuato), causa la diffida che la Nidaco, società che si è aggiudicata il progetto preliminare, ha inviato al Comune di Termoli.
“La Tua, la società di trasformazione urbana del Comune di Termoli rischia un contenzioso da tre milioni e mezzo di euro se il progetto non si realizzasse – ha spiegato il primo cittadino
Contro le possibili intenzioni dell’amministrazione comunale di cementificare il cuore della cittadina adriatica starebbero però partendo iniziative di protesta. Tanti cittadini prevedono enormi disagi per i cantieri a cielo aperto, nonché per una spesa che non varrebbe l’impresa. C’è poi l’aspetto ambientale, oggi sempre più importante: piazza Sant’Antonio un tempo costituiva il giardino della città, mentre rischia di diventare una drammatica raccolta di autoveicoli.

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