Mutui: ecco l’agevolazione per le giovani coppie



ROMA – Il ministero della Gioventù promuove il mutuo agevolato per le giovani coppie che intendono acquistare la prima casa per un importo massimo di 200 mila euro. L’iniziativa rientra nel pacchetto “Diritto al futuro, bamboccioni a chi?” promosso dal ministero di Giorgia Meloni e rivolto alle nuove generazioni.
“Diritto al futuro” comprende un insieme di azioni che, oltre alla casa, investono i temi del lavoro (sul tappeto 10mila posti a tempo indeterminato per giovani genitori con contratti atipici, assicurano dal ministero), della formazione (tramite il “prestito garantito”) e dell’autoimpiego (100 milioni per l’impresa giovanile, il talento e l’innovazione tecnologica). Il pacchetto prevede inoltre oltre 68 milioni di spesa coordinata con gli enti locali a favore delle giovani generazioni.
Sul fronte dell’accesso al mutuo per le giovani coppie con contratti atipici, il ministero ricorda che “uno degli aspetti discriminanti nei confronti dei giovani che vogliono mettere su famiglia è la difficoltà di comprare una casa: accedere ai crediti bancari se si è titolari di contratti di lavoro atipici o a tempo determinato è impossibile”.
Da tale premessa nasce l’iniziativa di offrire garanzie bancarie e permettere l’acquisto della prima casa alle giovani coppie under 35 (l’età di entrambi i componenti della coppia deve essere inferiore ai 35 anni), che in virtù di un contratto atipico, hanno difficoltà ad ottenere il mutuo. Ciò attraverso un fondo di garanzia di 50 milioni di euro, del quale sono destinatari i nuclei familiari che:
– non posseggano altre case (escluse quelle di cui il mutuatario abbia acquistato la proprietà per successione a causa di morte, anche in comunione con un altro successore, e che siano in uso a titolo gratuito a genitori e fratelli);
– abbiano un reddito complessivo non superiore a 35mila euro (rilevato dall’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente);
– il reddito derivi per più della metà (fa fede l’imponibile ai fini Irpef) da contratti di lavoro atipici. Inoltre, la casa da acquistare per essere adibita ad abitazione principale non deve rientrare nelle categorie catastali delle abitazioni signorili, delle ville e dei castelli, dovendo anche avere una superficie inferiore a novanta metri quadrati.
Nel concedere la garanzia viene data priorità ai casi in cui l’immobile si trovi in aree con forte densità abitativa. L’ammissione alla garanzia del fondo avviene solo via on-line con l’invio della documentazione che attesti i requisiti.
Il mutuo non può superare i 200mila euro.
Secondo i calcoli ministeriali, le giovani coppie beneficiarie dovrebbero essere circa 10mila.
Il regolamento con la disciplina del fondo – istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento della Gioventù – per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali fa parte del decreto numero 256 del 17 dicembre 2010, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 3 febbraio 2011.
Il fondo economico fa riferimento all’articolo 13 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, (modificato con successive leggi) riguardante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Si stabilisce l’istituzione del fondo – a partire dal 1° settembre 2008 – per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, “con priorità per quelli i cui componenti non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato”.
Inoltre si indica che la complessiva dotazione del fondo “è pari a 4 milioni di euro per l’anno 2008 e 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010”.
Il regolamento ricorda che “per l’esecuzione delle attività, il dipartimento emana un apposito disciplinare, da sottoscriversi per accettazione dal Gestore, con il quale vengono stabilite le modalità di svolgimento del servizio e i relativi rapporti economici, nonché le forme di vigilanza sull’attività del Gestore, tali da configurare un controllo analogo a quello che il Dipartimento esercita sui propri servizi. In particolare:
a) il Dipartimento esercita nei confronti del Gestore poteri di indirizzo, impartendo direttive ed istruzioni anche di carattere tecnico-operativo e può disporre ispezioni, anche al fine di verificare il corretto adempimento dei compiti demandati al Gestore;
b) il Gestore è tenuto a fornire al Dipartimento tutti i dati e le informazioni concernenti la regolarità, la tempestività, l’efficienza e l’efficacia del servizio, con la periodicità richiesta dal Dipartimento.
Ora, per quanto riguarda l’iter, il ministro Giorgia Meloni firmerà al più presto con l’Abi, l’associazione delle banche, un protocollo d’intesa al quale poi seguiranno accordi con i singoli istituti di credito. Il governo garantirà la metà della quota capitale purché non superi i 75 mila euro.

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