Ricerca Usa: campa di più chi cammina veloce



Ricerca Usa: campa di più chi cammina veloce

ROMA – Gli anziani che camminano più velocemente avrebbero maggiori possibilità di vivere a lungo. È quanto attesta lo studio “Gait speed and survival in older adults” (“Velocità d’andatura e sopravvivenza negli adulti più anziani”), pubblicato sulla prestigiosa rivista settoriale “Jama”(Journal of American Medical Association) dai ricercatori dell’Università di Pittsburgh, nello Stato statunitense della Pennsylvania, guidati dalla dottoressa Stephanie Studenski della facoltà di Medicina, divisione di Medicina geriatrica.
La ricerca è stata condotta su 34.485 persone di età superiore ai 65 anni, osservate addirittura per 14 anni, dal 1986 al 2000. Il campione era costituito per il 59,6% da donne, per il 79.8% da bianchi.
A tutti loro è stato chiesto di sottoporsi ad alcuni test. In particolare di camminare, a passo normale o sul posto, percorrendo una distanza di 6-8 metri. È stata poi misurata la loro velocità di andatura, nella media attestata intorno ai 0,92 metri al secondo.
Lo conclusioni dello studio non hanno lasciato spazio a dubbi: la differenza di velocità influirebbe sulle probabilità di sopravvivenza, in particolare degli ultra-settantacinquenni. A questa età, gli uomini e le donne che camminavano più velocemente nel corso dell’esperimento, avevano rispettivamente l’87% e il 91% di possibilità in più di restare in vita per altri 10 anni. Insomma la velocità di camminata rappresenterebbe un vero e proprio indicatore della qualità e della durata della vita, specialmente per gli over 75.
I risultati dipenderebbero dal fatto che “camminare richiede energia e coordinazione, coinvolge diversi organi, come cuore e polmoni, e i sistemi circolatorio, nervoso e muscolo-scheletrico – spiega spiega Studenski. E aggiunge: “Un’andatura lenta può dunque riflettere un problema di salute”.
In base ai risultati di tale studio, i ricercatori americani intendono approfondire la materia per valutare lo stato di salute di un anziano e “profetizzare” quanto gli resta da vivere.
La ricerca, insomma, sconfesserebbe il noto proverbio che “chi va piano va sano e va lontano”.
Lo studio è stato commentato dal professor Matteo Cesari, geriatra dell’Università Campus biomedico di Roma. Spiega che questo studio “apre la strada a una più ampia adozione della valutazione della velocità di andatura. Pur non essendoci prove definitive in grado di supportare l’ipotesi che miglioramenti di velocità dell’andatura siano associati a migliori risultati di salute, la velocità di andatura rappresenta un marker generale dello stato di salute”.

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