NO-EOLICO/ Domani in Molise grande manifestazione di protesta



ISERNIA – E adesso giù la maschera. E’ finito il tempo del “… poi vediamo”. Gli irriducibili del presidio di Porta Tammaro (Campobasso) prima e del consiglio regionale poi, adesso hanno voglia di contarsi e di contare.
Le tante battaglie, i giorni e le notti a costruire consensi, ad aumentare le fila fino ad arrivare a 121 tra comitati ed associazioni, a trasmettere rabbia e sensazioni, a gioire e rattristarsi a seconda delle notizie del momento, a protestare dalle porte del Tar o del Consiglio di Stato, dai siti archeologici al crinale della Castagna, davanti alle ruspe come davanti agli uomini. Accorgersi di come può essere più duro far ragionare l’uomo che le macchine.
Abbiamo visto e toccato di tutto e di più. Abbiamo analizzato ogni dettaglio, procedura, legge, regolamento, anfratto normativo, abbiamo… Ne rimane al momento un’unica certezza. Le chiacchiere, le parole al vento o meglio ancora paroloni privi di contenuti, i rappresentanti della cosa pubblica, gli assessori, i consiglieri, i presidenti, tutti con ragioni apparentemente valide, tutti con motivi più o meno logici, ma a tutti ci rivolgiamo con un’unica certezza: il territorio devastato non l’abbiamo voluto noi, certamente tra di voi si annidano le responsabilità.
Poco ci importa, alcune di queste possono essere superate se adesso si lavora per rimuovere leggi sballate, per votarne di nuove più oculate.
Il giorno 23 novembre, domani, sarà un giorno certamente importante. E non solo per il consiglio regionale in seduta urgente ma, e soprattutto, per la manifestazione che, muovendo da Altilia, si porterà davanti al palazzo regionale. Non basteranno più solo alcuni cittadini, quelli usurati finora dalle tante iniziative, adesso bisogna abbassare il velo dai nostri volti. Al corteo dovranno partecipare in massa i molisani perché il territorio è di tutti e perché in pochi lo stanno distruggendo. Bisogna capire da che parte si sta: con i pochi distruttori e affaristi o con i molti onesti e reali cittadini di questa regione. Per dirlo non esistono mezzi termini: o rimanere indifferenti, con la testa sotto la sabbia o con scuse di ogni genere, o essere presenti con convinzione e con credo.
Ho già dichiarato e ribadisco che personalmente non sarò alla testa del corteo, nemmeno al centro e nemmeno in coda. Sarò a duecento metri dalla coda ad aspettare gli ultimi, i ritardatari, ma comunque presenti all’appello. Sarò là in fondo per guardare con molta intensità negli occhi di chi non arriverà. I miei e gli altri occhi si incroceranno e tale sguardo resterà indelebile nei miei ricordi. Per sempre.

(Emilio Izzo)

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