“Coscienza degli animali”: manifesto contro la caccia



ROMA – Abolire la caccia o perlomeno contribuire ad una sua forte regolamentazione. E’ l’obiettivo di Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo nonché grande amica degli animali, che al museo Maxxi di Roma ha partecipato all’evento “Coscienza degli animali”, con la partecipazione dei garanti dell’omonimo Manifesto della campagna anticaccia che ha già raccolto su internet l’adesione di oltre 120 mila italiani. Tra questi l’oncologo Umberto Veronesi, Vittorio Feltri, Dacia Maraini, Ivana Spagna, Susanna Tamaro, Franco Zeffirelli, Renato Zero. L’abolizione totale della caccia, secondo un sondaggio Ipsos, sarebbe gradita al 60% degli italiani, mentre una sua più restrittiva applicazione otterrebbe l’80% dei consensi.
“La Coscienza degli animali nasce per contribuire a diffondere una nuova cultura basata sull’amore ed il rispetto degli animali e dei loro diritti – ha spiegato il ministro. “Volevamo coinvolgere tutta la società e possiamo dire di esserci riusciti. Il cambiamento culturale che si è messo in moto è inarrestabile. Con soddisfazione annuncio che oltre 120mila italiani hanno già sottoscritto il nostro manifesto. E tanti ancora lo faranno, dato che il nostro sito internet registra circa 60mila accessi ogni giorno. E non è più un argomento tabù chiedere ad alta voce l’abolizione della vivisezione, dello sfruttamento degli animali che viene messo in atto per divertire l’uomo, come accade con le tante anacronistiche manifestazioni che nascondono gli abusi sotto lo scudo della tradizione. Non è più tabù denunciare la crudeltà degli allevamenti intensivi e delle pellicce, l’inciviltà di chi maltratta e abbandona gli animali domestici. E, soprattutto, non è più tabù parlare oggi di abolizione della caccia. Il granitico muro eretto in questo Paese a tutela dei cacciatori, dei loro privilegi e delle loro lobby ha cominciato finalmente a sgretolarsi – ha continuato la Brambilla.
Con l’occasione è stata presentata una proposta di legge d’iniziativa parlamentare per vietare ai cacciatori l’ingresso nei fondi privati non recintati. “E’ stato depositato alla Camera un disegno di legge finalizzato all’abrogazione dell’articolo 842 del codice civile – ha spiegato il ministro. “Quell’insensata norma, una sorta di balzello medievale, che permette oggi ai cacciatori di entrare nei fondi e nei terreni privati ad esercitare la pratica venatoria senza chiedere il permesso a nessuno. La difesa della proprietà privata deve valere per tutti, è un diritto costituzionale, e noi abbiamo il diritto e il dovere di pretendere che venga rispettato. Quella dell’art. 842 – continua Michela Vittoria Brambilla – è “un’anomalia tutta italiana che costituisce un unicum in Europa. Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, nel 1999, si è espressa condannando la “licenza di invasione” e affermando che la caccia nei fondi altrui non recintati è una violazione del diritto di proprietà”. La proposta di legge, inoltre, contiene le modifiche all’art. 15 della legge 157 del 1992 conseguenti all’abrogazione delle parti rilevanti dell’articolo 842, oltre ad alcune altre misure – sottolinea il ministro – “volte a salvaguardare l’incolumità di tutti, messa a repentaglio dall’attuale regolamentazione dell’esercizio dell’attività venatoria, anche alla luce della deprecabile “evoluzione” tecnologica delle armi. Chiediamo quindi – conclude Michela Vittoria Brambilla – il sistematico raddoppio delle distanze che devono essere rispettate dai cacciatori che sparino nelle vicinanze o in direzione di immobili, di fabbricati, di abitazioni e delle strade”.
La materia della caccia è di competenza delle Regioni e le sensibilità variano molto a seconda dei territori.
Annualmente in Italia vengono uccisi dai cacciatori 2 milioni di animali. Nei laboratori italiani ne vengono sacrificati 90mila, ben 115 milioni vivisezionati nel mondo, per lo più per testare cosmetici. Oltre alle vittime animali ci sono quelle umane: “Nella scorsa stagione venatoria – ha reso noto la ministra Brambilla – abbiamo contato 24 morti e 71 feriti. Oggi, a soli 2 mesi dall’apertura della caccia 12 persone hanno già perso la vita, altre 15 sono state ferite”.
Da qui l’istanza di Veronesi: “Bisogna ridurre le sperimentazioni sugli animali a quelle assolutamente essenziali. Gli animali si tutelano non uccidendoli: non mangiando più carne si possono salvare”.
Parole che cozzano contro la lobby dei cacciatori, che conta numerosi aderenti anche in Parlamento.

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