MAIL/ Quegli strani episodi legati all’eolico molisano



Quanto si sta verificando in queste ore relativamente alla ormai pare imminente costruzione dell’impianto eolico nella cosiddetta zona della Castagna (compresa nei territori comunali di San Giuliano del Sannio e di Cercepiccola), oltre a lasciare sgomenti i tanti molisani che si stanno battendo per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico-culturale, comincia a far nutrire forti dubbi e preoccupazioni per una serie di motivi.
Innanzitutto, nelle ultime ore con l’approssimarsi dell’inizio dei lavori, reso possibile dal pronunciamento del Consiglio di Stato, si fa largo l’indiscrezione che richiamerebbe alla possibile carenza di documentazioni che la società interessata ai lavori avrebbe dovuto produrre per il perfezionamento del contratto stipulato con i Comuni e, più precisamente, con il Comune di San Giuliano del Sannio. In particolare mancherebbe agli atti la polizza fideiussoria, chiesta specificamente dall’amministrazione allora contraente al fine di garantire la rimozione dell’impianto alla scadenza della concessione. Ci sembra naturale pensare che, mancando uno dei requisiti richiesti nel contratto, lo stesso, a nostro modesto avviso, non possa spiegare i suoi effetti.
Questo primo ma non ultimo possibile allarme si aggiunge ad altri meno tecnici ma sicuramente più inquietanti. Basterebbe ricordare l’incendio di due automezzi adibiti a trasporti vari, eolico compreso, che ancora destano dubbi sulle cause. Certamente andrebbe poi approfondito il reale rapporto tra il motore di ricerca Google e quanto sta accadendo per l’impianto eolico in questione. Infatti, Google Earth, cioè quello strumento che permette di visionare tutto ciò che realmente esiste sul pianeta in mappa, in Località Castagna tra i comuni summenzionati, dà come già esistente, da tempo, l’impianto eolico che ancora non esiste. Approfondendo le ricerche sul web, con stupore abbiamo scoperto che la società Google ha investito grossi capitali nell’energia eolica. Potrebbero essere queste connessioni ad aver portato alla mistificazione della reale situazione del territorio?
Ma, certamente l’episodio più inquietante è quello che si è verificato lo scorso 2 novembre ad Isernia ai danni di chi scrive, che, per questioni inerenti gli affari eolici, è stato destinatario di minacce che lo hanno costretto ad una formale denuncia agli organi competenti.
Nella convinzione della serietà del lavoro sin qui svolto sul territorio regionale dal procuratore D’Alterio, confido in un interessamento ai fatti esposti.

(Emilio Izzo, 5 novembre 2010)

<div class="

Precedente Molise unica regione senza ristoranti bio Successivo Roma, a San Giovanni ecogastronomia firmata Barilla