OPINIONI/ Terremoto del Molise, è rimasta soltanto la retorica



OPINIONI/ Terremoto del Molise, è rimasta soltanto la retorica

A San Giuliano di Puglia si sono spesi 23,4 milioni di euro per progetti e interventi sul dissesto idrogeologico comunale, 2,5 milioni di euro per far funzionare gli uffici del Soggetto Attuatore (Ing. Claudio Rinaldi coinvolto nell’inchiesta nazionale sulla Protezione Civile e da poco sostituito dal Sindaco di S. Giuliano di Puglia), 994 mila euro di consulenze tecniche, 29,4 milioni per interventi di viabilità e servizi a rete nel comune, 3,394 milioni per raccolta a abbattimenti macerie, 3,3 milioni per completamento di attività complementari (!?), 1.450 milioni per monitoraggio del territorio comunale (?), 4,395 milioni per opere accessorie, viabilità e completamento del villaggio provvisorio, 6 milioni di euro per impianto fotovoltaico, 400 mila euro per la frana sul corso del paese, 350 mila euro per gli arredi del Comune, 198 mila euro per lo studio del verde (?), 3,3 milioni per una struttura di rimessa per mezzi comunali, 831 mila euro per il depuratore, 2,2 milioni per il Palazzetto dello Sport (che già c’era), 542 mila euro per il campo sportivo, 2,6 milioni per l’arredo urbano, 1,126 milioni per la residenza degli anziani, 18 milioni di euro per interventi di viabilità e di recupero nel Centro Storico, 1,7 milioni per una strada comunale, 8,166 milioni per il consolidamento e la riqualificazione del Palazzo Marchesale, 735 mila euro per la Chiesa di Sant’Elena, 3,799 milioni per la Chiesa Madre, 25,4 milioni di euro per la nuova scuola e 4,5 milioni per il Parco della Memoria.
Non commento questi dati che evidentemente parlano da soli.
Mi limito a segnalare che dopo 8 anni l’80% di chi ha perso, la prima e unica casa, è ancora in sistemazioni provvisorie o in prefabbricati che stanno cadendo a pezzi. La ricostruzione nei comuni del cratere, salvo San Giuliano è alla fase iniziale, e nei comuni fuori dal cratere non è proprio iniziata.
Sulla ripresa economica dell’area del cratere e sulla realizzazione di interventi tesi a migliorare la competitività territoriale dei comuni colpiti dal terremoto, rinvio alla lettura dei dati statistici della Banca d’Italia, Camera di Commercio e Confindustria. Sommando i ritardi gravi nella ricostruzione della prima casa, le preoccupazioni dei Comitati dei Genitori sulla mancata messa in sicurezza delle scuole e il crollo socio-economica dell’area terremotata, si giunge alla conclusione che il Modello Molise è servito a tante cose, ma si è rivelato un fallimento, perché finito lo stato di emergenza, le questioni essenziali (nuova casa, scuola sicura, economia e lavoro) sono rimaste irrisolte. Per questo, mi dissocio dalla retorica di questi giorni e dico a chi ritiene di plaudire il Commissario Post-Terremoto, di farlo liberamente ma non a mio nome.
(1 novembre 2010)

Michele Petraroia

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