Eroi molisani: Nicandro Franchitti “salvatore di ebrei” a Roma



POZZILLI (ISERNIA) – Nicandro Franchitti di Pozzilli (Isernia), deceduto nel 1982 all’età di 82 anni, è tra i “Giusti” della Terra per aver contribuito a salvare dai nazisti, a rischio della propria vita, decine di ebrei residenti a Roma nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. A stabilirlo è stata la Commissione per la designazione dei Giusti dell’Organismo Internazionale “The Olocaust Martyrs and Heroes Remembrance Authority – Yad Vashem” di Gerusalemme. La direttrice Irena Steinfeldt ne ha dato comunicazione ufficiale al figlio dello scomparso, Mario Franchitti, scrivendo testualmente: “Abbiamo il piacere di annunciare che la commissione per la designazione dei Giusti ha deciso di conferire il titolo di ” Giusto tra le Nazioni ” al suo defunto Padre Nicandro Franchitti, per l’aiuto dato agli ebrei durante il periodo dell’Olocausto a rischio della sua vita. Una Medaglia ed un Certificato d’Onore saranno spediti all’Ambasciata Israeliana a Roma, che organizzerà una cerimonia in suo onore. In futuro il suo nome sarà aggiunto sul “Muro dell’Onore dei Giusti a Yad Vashem”. Apprezzeremo ricevere foto di suo padre preferibilmente nel periodo della guerra. Cortesemente Le suggeriamo di stabilire contatti con la nostra Ambasciata per sapere dei loro programmi per la cerimonia e la data”.
Chi è stato Nicandro Franchitti di Anselmo, nato il 13 novembre del 1900? “Un brav’uomo nel vero senso del termine – ricordano a Pozzilli – sempre disposto ad aiutare il prossimo. Nel corso dei giorni tragici della seconda guerra mondiale viveva a Roma con la famiglia e si adoperò per dare un riparo a tanti ebrei residenti nella Capitale perché sfuggissero ai nazisti”. Di tanto eroismo, a rischio della propria vita, ne da testimonianza nel proprio ” Diario 1943 – 1945 ” Lamberto Abbina, scomparso nel 1994 e che fu tra gli ebrei aiutati e salvati dal molisano, del quale scrive : ” … nel mentre andai a chiamare Nicandro Franchitti, mio carissimo amico, il quale venne subito e si prodigò anche in seguito più di un fratello … Gli spiegai la situazione e mi dette un po’ di conforto, dicendomi che non mi avrebbe più abbandonato … La mattina dopo Nicandro, già avvisato, venne a trovarmi ed insieme pensammo al da farsi … Mi rivolsi ancora al buon Nicandro, il quale mi stava sempre vicino e mi incoraggiava in tutti i momenti più difficili; era sempre presente in ogni momento e la sera era sempre lui che mi veniva a fare compagnia qualche ora, con la scusa di portarmi qualche pacco avuto dal magazzino, portarmi della farina, zucchero ecc. e se qualche giorno non ci vedevamo, mi telefonava ed ero sicuro di vedermelo comparire la mattina presto per avere nostre notizie … Nicandro mi trovò un camioncino della Città del Vaticano … Anche quì Nicandro si prestò molto … A magazzino trovai il personale il quale mi fece un’accoglienza veramente indimenticabile e l’immancabile Nicandro il quale era emozionantissimo e anche orgoglioso di essere stato sempre così vicino a me e di assistere alla nostra liberazione”.

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