L’on. Patriciello ribadisce: no all’eolico selvaggio in Molise



ROMA – Fare subito una moratoria che sospenda la devastazione del territorio molisano dalle pale eoliche e monitorare quello che il ministro Tremonti ha definito il più grande business della corruzioni dei nostri giorni.
L’eurodeputato Aldo Patriciello ribadisce il suo “no” all’invasione di pale eoliche nel Molise e raccoglie l’invito a trasmettere alla commissione dell’Unione europea e a portare nella commissione Energia, di cui è componente in seno al Parlamento europeo, l’interrogazione proposta dalla Uil Beni Culturali, che di fatto chiede l’annullamento della legge regionale molisana 22 del 2009, meglio nota come “legge Berardo”.
“E’ una lotta che mi vede al vostro fianco – ribadisce l’europarlamentare molisano, che ha ricordato che in talune battaglie, non esiste il colore politico. “Il caso eolico in Molise, mi preoccupa visto che siamo un regione che produce più energia di quanto se ne consuma e che non vi era nessuna ragione per liberalizzare l’installazione di pali eolici. Il Molise già nel 2003 aveva raggiunto il fabbisogno energetico alternativo, cosa sia accaduto e perché si siano state adottate scelte che nel tempo andranno a impattare con l’ambiente e con il nostro paesaggio, non è dato sapere. Invece di valorizzarlo e farne fonte di ricchezza – insiste Patriciello – si è scelta una strada diversa che ritengo assai discutibile e preoccupante al tempo stesso”.
Il suo grido di allarme va soprattutto ai sindaci che in taluni casi vedono nell’installazione di parchi eolici una fonte di introito per le amministrazioni. Molti non sanno, però, che dietro quell’illusione potrebbe celarsi un clamoroso bluff. Alle aziende del settore interessa unicamente l’installazione del palo eolico, che di per se, crea già inquinamento ambientale, ma il pericolo sta negli anni futuri. Gli importi promessi alle amministrazioni in molti casi sono corrisposti solo se vengono prodotti una quantità di energia eolica, che in tantissimi casi non sarà mai raggiunta, per mille motivazioni. “Molte nostre piccole amministrazioni rischiano non solo di creare un danno ambientale, irreparabile al nostro territorio, ma potrebbero anche aggiungere la beffa futura – aggiunge l’europarlamentare venafrano.
L’eurodeputato del Pdl ha anche ascoltato le preoccupazioni dei rappresentanti dei comitati che si sono schierati contro l’eolico selvaggio per le infiltrazioni malavitose che si nascondono dietro il business del vento e ha confermato di essere in totale sintonia con quanto dichiarato nelle settimane scorse dal ministro dell’economia Giulio Tremonti, secondo cui, l’eolico rappresenta oggi il più grande business della corruzione.
“Ecco questa preoccupazione deve essere presente in tutti noi, dobbiamo aver gli occhi ben aperti, come mai il Molise va verso una presenza di pali eolici superiore a quelli esistenti in Lombardia, nel Trentino, in Valle d’Aosta o nella stessa Emilia-Romagna – si domanda ancora Patriciello. “Le autorità di controllo amministrative e giudiziarie devono sorvegliare con assoluta abnegazione, anche ricorrendo come aveva anticipato Tremonti nei giorni scorsi, a monitorare attraverso indagini patrimoniali, tutto quel mondo che gira intorno a questo strano e rampante business che in Molise si sta sviluppando in modo troppo veloce per non destare preoccupazioni”.
L’europarlamentare molisano ha presentato in materia, nei giorni scorsi, un’interrogazione al Parlamento europeo. Recita testualmente:
Premesso che:
– Le energie rinnovabili, quali l’energia eolica, sono un’alternativa fondamentale ai combustibili fossili, il cui impiego permette di ridurre non soltanto le emissioni di gas ad effetto serra provenienti dalla produzione e dal consumo di energia, ma anche la dipendenza dell’UE dalle importazioni di gas e petrolio.
– In un recente studio della Commissione europea intitolato “EU energy trends to 2030” é stato stimato che entro il 2020 il 64% dell´approvvigionamento energetico proverrà da energia eolica.
– L´utilizzo dell´eolico appare in linea con gli obiettivi energetici dell´Ue fissati dal cosiddetto pacchetto 20-20-20 a condizione che siano però rispettati gli obblighi ambientali fissati dalla Direttiva CE /2001/77 recepita dall´Italia con Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387
– In molte regioni italiane, Molise in primis, si rileva una progettualità di impianti eolici del tutto fuori controllo con autorizzazioni rilasciate senza valutazione alcune dell´impatto ambientale delle torri eoliche per la flora e la fauna delle aree dove le pale vengono istallate, compromettendo irrimediabilmente valori territoriali quali la biodiversità e il paesaggio, considerati memoria collettiva europea e strumento di studio storico e scientifica dalla Convenzione di La Valletta del 1992, da quella di Firenze del 2010 e dalle Direttive 92/43/CEE Habitat e 79/409/CEE Uccelli.
– In Molise, gli ultimi dati ufficiali del GSE rivelano che, alla fine del 2009, sono state rilasciatie autorizzazioni a costruire circa 5.000 torri eoliche in un territorio di 4 mila km quadrati determinando il negativo record nazionale per i valori pro capite di potenza installata (739 Watt per abitante).
– Tale situazione è stata resa possibile dalla Legge Regionale n.22/09 che ha trasformato la regione Molise nella terra dell’eolico selvaggio mediante l´annullamento del limite di pale eoliche installabili sul territorio e cancellando il divieto di parchi eolici off-shore, che invece era contenuto nella precedente legge.
– Dette istallazioni hanno avuto luogo anche in aree SIC senza previa valutazione di impatto ambientale
– Lo stravolgimento dei luoghi culturalmente più cari alla regione, e la minaccia che incombe sulla biodiversità, sono problematiche che non possono non essere considerate degne della più allarmata attenzione.Tenendo conto di quanto detto:
– Non ritiene, la Commissione, di dover intervenire alla luce delle palesi violazioni del Diritto comunitario perpetrate dalla Regione Molise nell´attuazione della Legge 22/09?

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