Eolico selvaggio in Molise: parole sagge di Nicoletta Pietravalle



ROMA – “Nella mia qualità di fondatrice e presidente della Sezione Molise dell’ADSI- Associazione Dimore Storiche Italiane esprimo tutta la preoccupazione possibile per la palude culturale in senso lato nella quale, e non da oggi, il Molise affonda e si discioglie”. E’ qaunto scrive la studiosa d’origine molisana, Nicoletta Pietravalle, intervenendo sul rischio di un’invasione di pali eolici in Molise. “E’ un disastro annunciato, e inutilmente più volte segnalato, che include una serie di problematiche radicate nell’indifferenza di gran parte dei pochi molisani residenti – continua la professoressa Pietravalle.
“Vi sono poi colpe e latitanze delle istituzioni, il cui concorso all’individuazione (meglio tardi che mai!), alla difesa e al corretto recupero dell’identità storica del Molise potrebbe forse ancora salvare alcuni dei caratteri distintivi del territorio.
Nel periodo di tempo in cui ho svolto la funzione di Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico del Molise – racconta ancora la studiosa – ho lavorato sodo con la fermezza di chi crede nello Stato e nei valori da riconoscere e da salvaguardare ciascuno nella propria posizione e nell’interesse comune. Ho lottato, insieme con buona parte del Personale della Soprintendenza, e spesso ho vinto.<br> Non so se adesso potrei fare altrettanto, considerando la farraginosa condizione di diffusa decadenza che ormai rischia di deprimere persino le anime pure.
L’aggressione del cosiddetto “eolico selvaggio” non è che il più vistoso degli assalti, e va combattuto strenuamente. Non sono però meno gravi gli assalti apparentemente minori che si perpetuano con la connivenza o l’insipienza di molti. Vedi il proliferare dei distributori di carburanti e delle rivendite a cielo aperto di auto usate, i cui alloggiamenti eliminano la vegetazione naturale, distruggono i costoni, si sovrappongono indebitamente al panorama. Vedi l’abbandono e il conseguente degrado e crollo dell’architettura rurale, che dovrebbe invece continuare a rappresentare l’emblema di quel regno agricolo che fu il Molise, dove pur nel sistema classistico ciascuno aveva il proprio ruolo, ne era all’altezza e lo rispettava. Sono solo due esempi fra i tanti”.
La Pietravalle si rivolge direttamente al consigliere molisano Michele Petraroia, tra i più strenui difensori del territorio dall’assalto dei pali eolici. “Nell’offrirLe dunque la solidarietà della Sezione Molise dell’ADSI, i cui Soci amano e conservano le case di famiglia non di rado con molti sacrifici, e di frequente si tratta di case il cui contesto paesaggistico è fondamentale e va preservato, mi corre però l’obbligo di consigliare il Consigliere di non attaccare tutto e sempre, come sembrerebbe risultare dalle informazioni puntualmente quanto utilmente inviate per posta elettronica anche all’ADSI- Molise. A mio convinto avviso, così facendo e generalizzando, si annacqua la spinta propulsiva che potrebbe essere più dirompente se diretta ad un numero essenziale di problemi, i più pesanti per la comunità”.
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