A Focene (Roma) “Gente di mare”



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“Il convitato ascolta ed è impaziente ma non ha scelta, no, deve ascoltare. Così parla quel vecchio marinaio dagli occhi luccicanti…” (The Rime of The Ancient Mariner, Samuel Taylor Coleridge).
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Testo di Ida Santilli
Foto di Marina Pascucci

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ROMA – Ascoltare i racconti di Filippo Mollese, il bagnino che a Fregene in 43 anni di attività ha salvato generazioni di bagnanti è un piacere oltre che un onore. Non nasconde il suo accento calabrese (è nato a Nicotera Marina) nonostante i 37 anni trascorsi nella cittadina laziale dove tutti lo conoscono come “Filippo del San Marco”, il vecchio nome del “Gilda on the beach”.
Il contatore generale segna più di mille salvataggi in mare. E’ anche per questo che per i bagnanti e gli amministratori comunali è un punto di riferimento, un marchio di garanzia, la storia di questa parte di litorale. Di racconti e aneddoti ne ha da raccontare oggi Filippo che, dopo tanti anni di attività in prestigiosi stabilimenti balneari (Sogno del mare, San Marco, Miraggio, Gilda on the beach, stabilimento della Marina Militare, Lido del carabiniere) approda al “Club Azzurra” a Focene insieme alla sua allegra brigata: uno staff giovane e competente che ha formato con i suoi preziosi insegnamenti. A coadiuvarlo in questa nuova avventura, anche una parte della sua famiglia: l’instancabile moglie Annamaria, la figlia Paola, il nipote Daniele.
Come presidente dell’associazione “Gente di Mare” Fiumicino, nata con lo scopo di preparare alla voga i ragazzi che vogliono conseguire l’abilitazione al salvamento in mare, Filippo ha fondato una scuola di salvataggio, che da quest’anno ha sede proprio qui a Focene, “per formare i giovani bagnini che in piscina sono degli squali ma col mare hanno poca dimestichezza. Hanno bisogno di un addestramento fatto da chi ha esperienza. Ogni anno sono un centinaio i ragazzi che si iscrivono ai corsi, che si svolgono da aprile a giugno, e quest’anno 56 di loro hanno superato l’esame finale e ottenuto il brevetto”.
Quando gli chiediamo che caratteristiche deve avere oggi un bagnino risponde senza esitazione: “E’ importante che ami il mare. Ci vuole una grande esperienza per fare questo mestiere. Bisogna stare attenti alla presenza di secche, avere tanta resistenza in acqua. Io sono qui oggi grazie a Franco Famà e ai fratelli Tomeo, valorosi bagnini degli anni ’60, che mi hanno trasmesso la passione per il mare, l’altruismo, il coraggio”.
Filippo ha ri-creato uno stabilimento a sua immagine e somiglianza: effervescente e brioso ma anche accogliente e familiare. Con la battuta sempre pronta, sarà difficile andare via senza assistere ad uno degli sketch del poliedrico padrone di casa. Per chi desidera intervallare il relax sui lettini con una pausa rigenerante, consigliamo un gustoso pranzo al ristorante del lido, regno indiscusso di Marina e Antonella che ai fornelli sfoderano un riuscito mix di estro e tradizione nella preparazione di piatti a base di pesce, sia a pranzo che a cena. E’ piacevole trattenersi a chiacchierare intorno ai tavoli all’aperto davanti al chiosco bar mentre il sole si adagia sul mare e tinge la spiaggia di una calda tonalità. Il rito del tramonto vale il viaggio, insieme all’allegria contagiosa di Filippo e della sua fedele ciurma.
Club Azzurra, viale di Focene, Fiumìcino (Roma), tel. 06-65083141.
Didascalie foto: Filippo Mollese (1); Riccardo, Alessio, Chiara, Alan, Francesco con Filippo (2 e 3); lo staff al completo (4 e 5); Gente di mare una volta… (6); uno dei pattini di salvataggio (7);Riccardo (8); Annamaria (9).

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