BOTTICELLE/ Tutelare i cavalli: arriva la commissione medica



ROMA – Dopo le roventi polemiche che accompagnano dallo scorso anno il trattamento dell’ottantina di cavalli delle “botticelle”, le carrozze turistiche romane, la Capitale cerca di correre ai ripari tutelando gli equini dal punto di vista sanitario. E lo fa attraverso diverse azioni. Ad iniziare dalla creazione di una commissione di medici, una vera e propria task-force per prendersi cura dei cavalli, cioè per soccorrere gli animali in difficoltà e per prevenire i malori da affaticamento che spesso giungono alla fase irreversibile. L’equipe di soccorso e assistenza passa da un medico veterinario a tre: un veterinario della Asl, un ufficiale medico veterinario dei Carabinieri scelto dal Comune e uno deciso dai vetturini in modo che le visite siano il più possibile trasparenti.
I cavalli delle “botticelle”, oltre che su un’equipe di medici, potranno contare su un’ambulanza (prestata al Comune dai Carabinieri a cavallo di Tor di Quinto per un affitto di 2mila 400 euro annui), e su un vero e proprio pronto soccorso della caserma di Tor di Quinto. Alla prevenzione sanitaria si affiancherà la possibilità di assistenza medica sul luogo e, appunto, in una struttura specializzata.
C’è di più: i cavalli saranno visitati per stabilire se possano sostenere gli onerosi ritmi estivi e sottoposti ad analisi del sangue, radiografie, ed elettrocardiogramma. Gli esami saranno poi ripetuti ogni due mesi.
Per i cavalli delle “botticelle”, omaggiati anche da Alberto Sordi in una delle sue ultime pellicole, “Nestore”, i nuovi interventi rientrano nel contenzioso nato tra animalisti e conduttori di carrozze per la salvaguardia degli animali.
Una recente delibera del Comune di Roma ha previsto nuove norme per migliorare la tutela dei cavalli quali l’obbligo di visite veterinarie periodiche, percorsi prestabiliti e protetti (in particolare in pianura o in falso piano), luoghi idonei al riposo dei cavalli e corsi di formazione per i vetturini. Interventi necessari anche per non eliminare la tradizione delle botticelle che, per quanto romana, interessa soprattutto la comunità molisana di Roma: i primi vetturini venivano soprattutto dalla provincia di Campobasso, dove un’antica civiltà contadina e pastorale assicurava veri e propri “professionisti” nella cura dei cavalli. Molti di quei vetturini hanno poi conquistato la licenza del taxi.
Oggi i percorsi “obbligati” partono tutti dal Colosseo, raggiungendo, su strade in pianura, piazza Augusto Imperatore, piazza Barberini, piazza Navona il Pantheon, Trastevere e Villa Borghese. Due le aree sosta, già previste nel regolamento, su viale George Washington (piazzale Flaminio) e allo stadio Martellini.
Totalmente contro le “botticelle” si è invece espressa un politico non romano, il sottosegretario al Turismo Michela Vittoria Brambilla. Qualche mese fa ha dichiarato: «La mia posizione sulle botticelle è una e una soltanto: sono qualcosa di anacronistico che non serve alla città di Roma per attrarre turisti. Anzi: non solo non servono, ma creano un grave danno. Per i turisti italiani e di tutto il mondo, lo spettacolo di questi poveri animali che con gli zoccoli sui sampietrini, per tutto il giorno respirano lo smog delle automobili e stanno sotto il sole cocente, è degradante, soprattutto quando stramazzano al suolo, come purtroppo è successo – ha concluso il sottosegretario.

(Pierino Vago)

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