CANNES/ Conferme per Elio Germano: è tra i nostri migliori attori



CANNES/ Conferme per Elio Germano: è tra i nostri migliori attori

ROMA – La proiezione di “La nostra vita”, l’unico film italiano al festival di Cannes, conferma soprattutto i giudizi positivi per la prova di Elio Germano, l’attore di origini molisane protagonista della pellicola di Daniele Luchetti. Se le previsioni della critica danno come favoriti per il palmares Mike Leigh, Alejandro Inarritu, beatificato soprattutto dai francesi, e la toccante storia dei frati trappisti (‘Des Hommes et des Dieux’) di Beauvois, Elio Germano, potrebbe ambire a un premio per l’interpretazione.
Germano, alias Claudio, è un manovale trentenne che rimane vedovo, con tre figli piccoli da crescere, e decide di canalizzare il dolore del lutto nell’obiettivo di fare più soldi possibili, inventandosi padroncino.
“L’aspetto drammatico è stato difficile da affrontare, più da essere umano che da attore – sottolinea Germano – e per far accadere certe cose sul set devi in qualche modo rifarti anche ad un bagaglio personale, elemento che ti consente di affrontare alcune scene anche con imprevedibilità”.
La critica consacra l’attore di origine molisana tra i migliori del nostro cinema. Ed il bel film di Luchetti ne esalta le doti.
“Non volevo condannare né celebrare nessuno, ma mostrare il nuovo proletariato così com’è, non dall’alto in basso come si faceva una volta con la commedia o il cinema politico – spiega Luchetti. “Il proletariato è rimasto lo stesso di tanti anni fa, così come la vita, a cambiare sono i luoghi: e il centro commerciale trasformato in piazza diventa il posto dove ci si può illudere di avere una vita come tutti gli altri, accedere agli stessi beni indebitandosi perché diventi la rotella di un ingranaggio più grande di te”.
L’idea del film è nata a seguito di un documentario realizzato ad Ostia sull’assegnazione delle case popolari.

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